Mobilitazioni in tutta la Francia contro l’allungamento da 40 a 41 anni di contributi per la pensione tra il 2009 e il 2012. Pescatori che bloccano i porti dal 10 maggio contro il caro gasolio e potrebbero presto essere raggiunti da altri settori. Dipendenti pubblici mobilitati contro i tagli previsti. Insegnanti e liceali, che per l’ennesima volta, sfileranno sabato 24 maggio «contro la politica educativa del governo».
Centinaia di miglaia di persone hanno partecipato agli 80 cortei in tutto il paese. Circa 25 mila persone hanno manifestato oggi a Nantes, 60 mila a Marsiglia, 10 mila a Lione. Allo sciopero indetto per oggi dai sindacati hanno aderito il 13,6 per cento dei lavoratori di Elettricità di Francia, il 10 per cento a Gas di Francia, l’8,95 per cento a la Poste, il 18 per cento a France Télécom e il 25 per cento alla Sncf, le ferrovie francesi. Anche nel privato i lavoratori hanno aderito alle proteste: da Total a Nestlé e da Lustucru [agroalimentare] a Sanof-Aventis [farmaceutica].
I sindacati chiedono al governo e al ministro del lavoro Xavier Bertrand il «mantenimento del diritto alla pensione a 60 anni» o il «riconoscimento dei lavori usuranti». Insistono inoltre sul fatto che non si può decidere di allungare il tempo di lavoro senza migliorare prima l’occupazione dei senior, ferma al 38 per cento in Francia.
«Le dimensioni della protesta dimostreranno che il governo deve rivedere il suo piano e che dovrà farlo sotto pressione», ha dichiarato Bernard Thibault, il capo del sincato della Cgt, in una intervista a France 2. Secondo un sondaggio, il 58 per cento dei francesi sostiene o esprime simpatia per il movimento contro il progetto di riforma delle pensioni. Anche i lavoratori portuali si sono associati alla protesta.
Intanto prosegue la mobilitazione dei pescatori contro il caro gasolio, iniziata lo scorso 10 maggio. Ieri dopo oltre dieci ore di negoziati, il ministro della pesca Michel Barnier si è piegato alle richieste dei pescatori ed ha annunciato il versamento di 110 milioni di euro entro la fine dell’anno. «Uno sforzo notevole», per il Comitato nazionale delle pesche. Non abbastanza però per i pescatori di Boulogne-sur-mer, nel nord della Francia, di Dieppe o del Guilvinec, di Saint-Molo e di Roscoff [Bretagna], di Sables-d’Olonne [Vendea]. E alcuni depositi di gasolio sono tuttora bloccati.
Per molti, non basteranno 110 milioni di euro per riportare il prezzo del gasolio a 40 centesimi di euro, mentre tocca i 75 centesimi. Assemblee generali si stanno svolgendo per decidere del seguito da dare al movimento.
La giornata era iniziata con l’approvazione definitiva, da parte del senato, del molto discusso progetto di legge sugli Ogm, che riconosce la «libertà di consumare e produrre con o senza Ogm» in Francia. Il Partito comunista e i verdi hanno però annunciato che venerdì si rivolgeranno al Consiglio costituzionale per fare censurare il testo, che regola la «coesistenza tra le culture», istituisce un Alto consiglio delle biotecnologie e crea il «delitto di falciatura». Non abbastanza per fare indietreggiare il collettivo anti-Ogm, che promette che il movimento andrà avanti. «Perché una legge venga rispettata, bisogna che sia rispettabile», ha dichiarato José Bové.






