E’ cominciato oggi il confronto sulla riforma contrattuale tra Confindustria e sindacati confederali. Deregulation è la parola d’ordine di queste settimane, annunciata in modi diversi da governo e industriali per liberare il mercato del lavoro da ogni vincolo: via insomma le pene per gli imprenditori che non rispettano le norme sulla sicurezza [quella sul lavoro], via libera all’allungamento dell’orario senza contrattazione e ai limiti temporali ai contratti atipici, ritorno del lavoro a chiamata. Intanto, questa mattina il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, ha avvisato chi nella Cgil vorrebbe opporsi sul serio alle nuove politiche annunciate: «La Cgil deve ascoltare un po’ di più e non interpretare le proposte del governo in termini di pregiudizio», ha detto Sacconi, che ha anche spiegato come occorre fare in fretta. Preoccuanti anche le parole di Raffaele Bonanni, leader della Cisl: «I lavoratori e il paese si aspettano un nuovo sistema contrattuale, rinnovato ed efficiente. La gente si aspetta da noi, dal sindacato, dalla politica, dagli imprenditori, senso di responsabilità. E’ necessario spingere per convergere, non per divergere».
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