Ming Lai Chung, attivista del China labour action, un gruppo basato a Hong Kong che si occupa di documentare le condizioni di lavoro in Cina, è a Roma per due incontri di presentazione del rapporto «Vincere gli ostacoli». Il rapporto tratta in particolare delle condizioni di lavoro degli operai che producono articoli legati alle Olimpiadi di Pechino, che si apriranno ufficialmente l’8 agosto del 2008. E’ un documento costruito con centinaia di testimonianze dirette di operai e operaie, che raccontano le durissime condizioni di sfruttamento nelle fabbriche che producono anche per grandi marchi italiani. Il primo incontro è stato giovedì mattina nella Città dell’Altra economia, nel quartiere Testaccio, dedicato alla stampa. Mentre il secondo, nello stesso luogo, alle 17,30 è servito soprattutto a stabilire legami con movimenti e organizzazioni italiane attive sugli stessi temi. La Campagna PlayFair, intanto, ha consegnato il 10 giugno al Comitato olimpico internazionale, a Losanna, in Svizzera, le dodicimila firme raccolte in 99 paesi dalla «staffetta olimpica alternativa» terminata lo scorso primo maggio. E’ un messaggio chiaro per Jacques Rogge, capo del Cio: non sono più ammissibili ritardi da parte degli organizzatori delle Olimpiadi nell’affrontare le gravi violazioni che affliggono i lavoratori e le lavoratrici impiegati nelle filiere internazionali che producono gadget per le Olimpiadi, ovunque nel mondo. C’è in ballo la reputazione di tutto il movimento olimpico e il Cio deve assumersi la responsabilità della catena di fornitura come qualunque altro marchio committente.
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