Come ogni anno, il 12 giugno è dedicato alla «Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile». Secondo l’Organizzazione mondiale del lavoro dell’Onu [Ilo], 218 milioni di minori fra i cinque e i diciassette anni sono vittime dello fruttamento e costretti a un’alimentazione e una scolarizzazione inadeguate; il loro stipendio inoltre è spesso l’unica risorsa per le famiglie d’origine, che non possono pagare le spese scolastiche e devono trascurare l’educazione dei figli. Proprio l’istruzione, però, secondo molte ong, istituzioni e associazioni di bambini lavoratori garantirebbe la consapevolezza necessaria alla risoluzione del problema. Non a caso, il messaggio scelto per l’edizione 2008 della giornata è «L’educazione di qualità è la miglior risposta al lavoro minorile». Fra gli Obiettivi del Millennio, che le Nazioni unite hanno promesso di raggiungere entro il 2015, c’è anche la garanzia di un ciclo completo di scuola primaria per tutti i bambini del mondo e l’eliminazione della disparità sessuale nell’educazione. L’Italia su questi temi, all’interno dell’Ilo, ha promosso progetti che riguardato soprattutto l’Albania, l’Egitto, l’India e alcuni paesi dell’America centrale.
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