Manifestano per la stabilizzazione e vengono messi in «ferie forzate». E’ quanto è accaduto a sei ausiliari del Sant’Andrea che hanno partecipato all’occupazione pacifica della Direzione Generale, dopo aver regolarmente timbrato il cartellino. La cooperativa Siar, per la quale lavorano, ha emesso il provvedimento nonostante i lavoratori non solo fossero fuori servizio ma lo avessero anche comunicato alle rispettive capo sale. «Il comportamento della Siar è ingiustificato – affermano i ‘fantasmi’ – L’ausiliario, a differenza dell’infermiere, non è una figura che necessita di cambio a vista, specialmente gli ausiliari della Siar inquadrati e retribuiti con un livello di semplice operaio. Ci chiediamo se l’assenza di sei ausiliari può essere intesa come interruzione di pubblico servizio: cosa succederebbe se i 200 dipendenti delle Cooperative del Sant’Andrea decidessero una mattina di incrociare le braccia? Pretendiamo che i nostri colleghi vengano reintegrati nei turni, che non venga loro decurtato neanche un giorni di stipendio, che non venga adottato nessun provvedimento disciplinare» dice il coordinamento che per questo ha promosso una petizione e un appello al Direttore Generale e agli organi della Regione Lazio. Solidarietà ai lavoratori è giunta anche dalla consigliera regionale Anna Pizzo che ha chiesto l’immediato reintegro degli ausiliari.






