Dopo la settimana siciliana di mobilitazione non-stop seguita alla tragedia di Mineo, duemila persone hanno affollato il centro fieristico «Le Ciminiere» di Catania per la manifestazione conclusiva, chiedendo sicurezza e legalità nei luoghi di lavoro. Sul palco, oltre ai tre leader sindacali Angeletti, Bonanni ed Epifani, anche tre operai di Catania, Mineo e Termini Imerese, il presidente Lombardo e il vescovo Salvatore Gristina. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto l’applicazione integrale del testo unico sulla sicurezza, che il governo Berlusconi vorrebbe invece modificare. «Nella battaglia per la sicurezza sul lavoro ci aspettiamo l’analoga passione messa in campo contro il pizzo, ad esempio espellendo dalle associazioni chi usa il lavoro nero e perciò pratica l’illegalità, mettendo a rischio la vita dei lavoratori», ha detto Italo Tripi, segretario generale della Cgil siciliana: solo nei primi cinque mesi di quest’anno, il 48 per cento delle imprese ispezionate in Sicilia sono risultate irregolari. Sono stati annunciati duecento nuovi ispettori in arrivo, ma per Bonanni il problema è soprattutto culturale: la prima difesa per i lavoratori dev’essere l’informazione.






