Nel 2007 ci sono stati in Italia 1.210 morti sul lavoro, un dato in diminuzione di quasi il 10 per cento rispetto all’anno precedente, quando a perdere la vita furono 1341 persone. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale dell’Inail sull’andamento infortunistico nell’anno 2007, illustrato questa mattina.
Secondo i dati Inail a crescere invece sono gli infortuni tra i lavoratori stranieri. A morire sul lavoro sono soprattutto i romeni, ma anche tra i marocchini e gli albanesi le percentuali di infortuni mortali [soprattutto nei cantieri edili] sono alte. Secondo il Rapporto la crescita sarebbe dell’8,7 per cento rispetto al 2006, dati in controtendenza rispetto all’andamento infortunistico generale. La percentuale di infortuni attribuibili a lavoratori stranieri sul totale dei lavoratori ha infatti superato il 15 per cento. In particolare l’aumento è stato considerevole tra i migranti dei paesi dell’Unione europea [quasi il 150 per cento in più], dovuto all’ingresso dal primo gennaio 2007 di Romania e Bulgaria.
Il settore più colpito è quello industriale, al primo posto c’è il settore dell’edilizia che fa registrare oltre 20 mila denunce l’anno pari al 14,5 per cento del complesso di tutti gli infortuni. I paesi più colpiti sono il Marocco, la Romania e l’Albania, che ogni anno totalizzano il 40 per cento delle denunce e il 47 per cento dei casi mortali.
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