Questa mattina circa cento lavoratori precari dell’Istat hanno bloccato l’uscita del comunicato dell’istituto sul commercio estero, per protestare contro il decreto legge 112 emanato il mese scorso dal governo, su proposta del ministro della funzione pubblica e dell’innovazione, Renato Brunetta.
Al silenzio del ministro, hanno risposto con il «Not Interview Day»: per una giornata non faranno nessuna intervista.
Il decreto del governo concede alle università la possibilità di trasformarsi in fondazioni private, taglia i fondi a tutto il settore pubblico, riduce drasticamente le assunzioni, taglia pesantemente il salario accessorio e lo lega a misteriosi «meccanismi di valutazione della produttività». Inoltre, il viene decurtata la pianta organica degli enti pubblici del 10 per cento. «Da sei anni chiediamo la regolarizzazione contrattuale – hanno detto i precari della Rete di rilevazione Istat – Siamo oltre 300 su tutto il territorio nazionale, sottomessi al ricatto di un contratto di collaborazione il cui rinnovo ogni anno viene messo in discussione. Per non parlare della vergogna del pagamento a cottimo, a fronte di una professionalità che ha reso possibile un notevole miglioramento della qualità dei dati raccolti». In calendario, per la prossima settimana, iniziative unitarie degli enti universitari e della ricerca.






