Fiat, sospeso il presidio a Termini Imerese

Ieri il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, ha incontrato a Termini Imerese [Palermo] i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil per discutere sulle prospettive dello stabilimento Fiat e le sorti degli oltre 1.300 lavoratori. Ancora prima di partire per la Sicilia, Scajola aveva fatto sapere che «la situazione non va drammatizzata», e che il primo dicembre è già fissato l’incontro con l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, al quale chiederà lumi sul piano industriale della casa torinese e «impegni precisi sul futuro di tutti gli stabilimenti italiani». Nonostante queste rassicurazioni, la tensione è salita all’arrivo di Scajola al municipio di Termini Imerese, presidiato da un gruppo di lavoratori, che hanno protestato chiedendo garanzie per i posti di lavoro. Protetto dalle forze dell’ordine, il ministro è entrato in comune, dove insieme al sottosegretario Gianfranco Miccichè ha incontrato i sindacati. «Non intendiamo smantellare nessun comparto industriale dalla Sicilia bensì farli crescere, ma con attenzione alle attitudini del territorio e secondo la logica del mercato», ha dichiarato poi alla stampa il ministro, che ha promesso l’avvio di un tavolo tecnico. Dichiarazioni che, per ora, hanno convinto i lavoratori a sospendere il presidio.

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