Due giorni di trattativa sul caso Fiat

Iniziano oggi due giorni di colloqui tra sindacati e governo oggi e tra Fiat e governo domani sul futuro degli stabilimenti in Italia. L’incontro fra il ministro dello sviluppo Claudio Scajola ed i sindacati siciliani e nazionali sul futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese e dei i circa 1400 lavoratori della fabbrica e 600 che gravitano nell’indotto. Sul tavolo ministeriale c’è anche la piattaforma della Regione Siciliana che è disponibile ad attivare un mutuo che permetterebbe di reperire circa 150 milioni di euro. Altri 200 milioni, provenienti dal «Pon Ricerca – Apq ricerca» potrebbero essere disponibili per progetti di ricerca di Fiat.
Nell’incontro, ha dichiarato Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, «ribadiremo la nostra indisponibilità alla chiusura dello stabilimento di Termini Imerese». La Fiom vuole capire «qual’è il progetto complessivo della Fiat. Cioè – prosegue Rinaldini – se siamo di fronte a un processo che riduce ulteriormente la produzione in Italia perché sposta il baricentro altrove, anche perché è possibile che a un certo punto ci sia lo scorporo societario dell’auto». Quanto a Termini Imerese, «i costi sociali di una chiusura di Termini sarebbero enormi», afferma Rinaldini.
Domani, Scajola incontrerà l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, «con lo spirito di collaborazione che ha sempre contraddistinto i nostri rapporti puntiamo a una collaborazione che porti all’aumento della produzione delle auto in Italia – ha detto Scajola oggi – Il governo in passato ha fatto sempre la sua parte per aiutare lo sviluppo delle imprese. La Fiat più volte e in più occasioni ha concordato con il governo piani di sviluppo che prevedevano risorse pubbliche. Siamo sempre dell’avviso che l’automobile sia un settore fondamentale per l’Italia. Quindi, il governo è disponibile a fare la sua parte ma certamente dobbiamo far crescere la produzione di auto nel nostro paese». Già ieri però l’ad della casa automobilistica non lasciava molto spazio ai negoziati: «La Fiat è disposta a fare ciò che è necessario per Termini Imerese. Ma occorre mettere l’industria dell’auto in condizione di competere nel mondo se si vuole una grande industria automobilistica in Italia. Le situazioni riparate con i cerotti non vanno bene».

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