Il quinto giorno di occupazione di palazzo Bombini, nel centro storico di Cosenza, da parte del Comitato di lotta per la casa, si è aperto con l’eco dell’incontro avuto il giorno prima con il sindaco Salvatore Perugini e l’assessore Alessandra La Valle. Il sindaco non [ancora?] accettato la richiesta di consentire alle dodici famiglie che hanno partecipato all’occupazione di poter rimanere nel palazzo, ma intanto l’azione del Comitato ha portato la questione casa in cima alla lista delle priorità. Secondo l’amministrazione, ci sono in città tra le duecento e le quattrocento case assegnabili alle famiglie in difficoltà [700-1000, secondo le stime del Comitato], e si tratterebbe ora di avviare nel modo più rapido le procedure per censire gli alloggi.
Il Comitato ha accettato di aprire un dialogo con l’amministrazione comunale, con alcuni «paletti» di ruolo e politici. Uno su tutti, il Comitato, pur «entusiasta» della disponibilità del comune, non vuole essere «cooptato» nella gestione della crisi abitativa, né coinvolto in quelle che dovrebbero essere le funzioni istituzionali del comune, come per esempio censire sia le case disponibili che le famiglie in difficoltà.
La cronaca dell’occupazione è su www.tamtamesegnalidifumo.org
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