Ciotti: il governo si apra alla società civile

Più di mille persone, operatori sociali ma anche ricercatori e amministratori locali, hanno partecipato lo scorso fine settimana a Strada facendo, il cantiere sui temi del welfare promosso da Libera, Gruppo Abele e Cnca a Cagliari. In conclusione dei lavori, don Luigi Ciotti, in presenza dei ministri Paolo Ferrero e Livia Turco, ha chiesto che ai tavoli di governo sulle questioni sociali partecipi anche la società civile. «Si è discusso molto di politiche sociali e di precariato. Si è fatta, com’è giusto che sia, molta concertazione con le parti sociali, i sindacati, Confindustria. Noi ai quei tavoli non c’eravamo. Chi ci conosce sa che non abbiamo manie di protagonismo, però vogliamo esserci, vogliamo il nostro riconoscimento tra le parti sociali perché pensiamo sia utile e giusto. Non perderemo così–ha concluso don Ciotti–la possibilità di avere contributi positivi, magari scomodi, ma sempre orientati verso la ricerca delle soluzioni migliori ai temi della marginalità».
Il documento finale approvato a Cagliari, inoltre, condanna senza mezze misure il «pacchetto sicurezza» in discussione martedì 23 in Consiglio dei ministri. Nel documento, tra l’altro, si legge: «Il provvedimento criminalizza chi, spesso per esigenze di sopravvivenza, svolge attività sull’orlo della legalità… Inoltre concede ai sindaci il potere discrezionale di vietare l’esercizio della prostituzione in strada in alcune aree della città, rischiando così di spingere le vittime di tratta in luoghi ancora più nascosti e, di conseguenza, più esposte agli sfruttatori. Ma la sicurezza, per noi, si costruisce solo con servizi più diffusi, pratiche di cittadinanza e comunità più solidali».

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