Mobilitazioni in tutta Roma. Il governo proroga il blocco degli sfratti

La notizia è stata battuta dalle agenzie di stampa poco dopo le 14: il governo, su proposta del ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, «per tutelare il disagio abitativo», ha deciso di prorogare il termine di sospensione dell’esecuzione degli sfratti al 30 giugno 2009.
Il provvedimento, secondo fonti di Palazzo Chigi, sarà inserito in una legge di conversione di un decreto all’esame del parlamento o in un apposito decreto legge. La notizia arriva dopo una mattinata intensa di mobilitazione promossa dai movimenti di lotta per la casa e contro la precarietà. Proprio oggi, infatti, scadeva il blocco della proroga degli sfratti per le «categorie svantaggiate» [anziani, disabili, famiglie povere] decisa otto mesi fa dall’ex governo Prodi. Circa 300 persone, verso le 10, hanno bloccato la circolazione sui binari delle ferrovie della tratta Roma-Pantano, all’altezza del bivio tra via Casilina e via di Tor Pignattara.

L’iniziativa, promossa da Action, Coordinamento di lotta per la casa e Blocchi precari metropolitani, aveva l’obiettivo di fermare lo sfratto esecutivo di quattro persone, ultrassessantacinquenni e portatori di handicap. Picchetto anti sfratto anche nella zona Monti, nel centro storico, dove era previsto lo sfratto con forza pubblica per due persone anziane e non vedenti. «Abbiamo bloccato le ferrovie e non la strada – ha spiegato Giovanna di Action- perché volevamo che la nostra protesta fosse radicale ma senza interrompere la comunicazione con l’ospedale di zona». Tante le storie di persone in emergenza abitativa, anziani, invalidi, giovani precari che vivono da molti anni in situazioni abitative provvisorie, inquilini sotto sfratto per morosità. La signora Sabina, ex profuga giuliano-dalmata, ha 77 anni, da oltre 50 abita in una casa di 35 metri quadri in via Casilina; il 24 ottobre partirà un provvedimento di sfratto esecutivo a suo carico. «Vivo in una casa piccolissima – racconta – umida, con solo un bagno che non ha nemmeno la doccia. La padrona di casa per convincermi ad andare via mi ha staccato anche i termosifoni».
Chiara invece ha 39 anni, dal 1989 abita in un seminterrato di 55 metri quadrati allocato come magazzino, sempre in zona Casilino: «Ne’ io ne’ mio marito lavoriamo, io sono invalida al 70 per cento, abbiamo due figli, dal 1999 sono iscritta in graduatoria per ottenere una casa popolare, ma ho ancora solo 6 punti. Non possiamo vivere così – spiega Chiara – I vigili urbani hanno detto che il luogo è anti-igienico a causa dell’umidità permanente. Ci abitiamo in quattro, con mio marito e i due bambini, nessuno di noi lavora ma paghiamo regolarmente un affitto. Se ci mandano via, dove andremo?».
Per Alina invece, cittadina somala di 77 anni, da 30 in Italia, lo sfratto esecutivo in uno stabile di via della Marranella sarebbe scattato oggi: «Sarebbe la terza volta che viene l’ufficiale giudiziario, ma non so dove andare se mi cacciano di casa».
Dall’altra parte della città, nella zona di Bufalotta, al centro commerciale Porta di Roma, una cinquantina di precari e studenti del Bpm hanno occupato simbolicamente gli spazi espositivi di Ikea, per rilanciare lo sciopero generale di venerdì 17 promosso dai sindacati di base.
«Se il mutuo ti stressa e l’affitto ti strozza… Ikea, la casa [te la] fai da te!»: queste le parole del volantino distribuito ai clienti e ai lavoratori [quasi tutti precari] della multinazionale svedese. Gli attivisti hanno offerto biscotti, succhi di frutta e bibite, testando in prima persona tutti gli spazi e le offerte di vendita: cucine, soggiorni, bagni e comodissimi letti a due piazze. «Oggi vogliamo credere alle promesse di felicità di questa grande multinazionale – hanno detto i manifestanti – Un’azienda che fa profitti miliardari in tutto il mondo, occupa pezzi di città, trasforma gli spazi urbani in rendita, regalando sogni alle famiglie e precarietà a chi lavora. La casa per noi è solo un sogno. Per questo, oggi, veniamo a vivere a Ikea».

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