Cara Rossana,
sono un lettore del manifesto dal 1982, e in particolare tuo devoto ammiratore. Ho sempre apprezzato il tuo anticonformismo e il tuo acume critico su ogni aspetto politico, culturale, economico del nostro paese. Ma stavolta sul Mose mi hai deluso, e credo con me migliaia di lettori. Come può una comunista come te, che si suppone quindi essere contraria allo sfruttamento degli uomini e del territorio in nome del profitto, non vedere quale immane affare sulla pelle della laguna e dei veneziani, e degli italiani che dovranno pagarlo in tasse e con il 50 per cento dell’accantonamento del Tfr, si cela dietro al Mose?
Come ignorare, da comunista, cosa si nasconde dietro questo progetto mastodontico, vecchio ed obsoleto, contestato da decenni? Perché omettere, nel tuo articolo, il reale ispiratore del Mose, un ente a dir poco chiaccherato, il Consorzio Venezia Nuova, che monopolizza ogni intervento di salvaguardia in laguna da anni, alla faccia di ogni legge e delle direttive europee sulla concorrenza? Perché ignorare l’esistenza di tutti i progetti alternativi, che hanno il pregio di costare molto meno e di aver un impatto ambientale e visivo nullo rispetto al Mose?
Il Mose non è la salvezza di Venezia, ma il colpo di grazia definitivo!! Come fa la fondatrice del manifesto, quotidiano comunista che è sempre stato attento alle tematiche ambientaliste, e promotore per giunta della prima grande manifestazione nazionale contro le grandi opere l’ottobre scorso a Roma, dipingere gli antimose, che da decenni si battono realmente per la salvezza della città (e a gratis, a differenza delle centinaia di giornalisti, politici di ogni colore, tecnici e docenti universitari che sostengono l’operato del Consorzio Venezia Nuova) come superficiali sostenitori delle garzette?
Non è vetero-industrialismo il tuo, piuttosto un abbaglio grande come una casa, indegno della tua intelligenza!!
- Assemblea permanente NoMose, Venezia e Chioggia
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