Socio subito. Luigi, Hamza, Sergio...

La campagna «Carta prende quota» sta davvero decollando: siamo a quota 48. L’obiettivo resta raggiungere duecento quote. Per aderire, ricordiamo, è possibile effettuare il pagamento di 500 euro [che comprende l’iscrizione all’associazione Cantieri sociali e un abbonamento annuale, omaggi inclusi] tramite carta di credito on line su http://bottega.carta.org/ oppure con un bonifico bancario [presso Banca etica, Abi 05018, Cab 03200, cc n. 110440, Cin D] o ancora tramite bollettino postale [cc n. 16972044]. I conti sono intestati a Carta società cooperativa, la causale è «abbonamento sostenitore Carta/Cantieri sociali». Per motivi di bilancio, vi chiediamo di effettuare il pagamento entro il 31 dicembre 2007; comunque decidiate di pagare, comunicate [a carta@carta.org, tel. 06 45495659 o fax 06 45496323], nome, indirizzo e inviate anche qualche riga sul perché aderite. L’elenco completo di coloro che aderiscono è su www.carta.org. Dopo le adesioni, tra gli altri, di Chiara Sasso, Marco Revelli, Bruno Amoroso, Giovanni Russo Spena ecco quelle di altri amici, compagni e lettori. Grazie. E insistete.

Un giornale non Amato
La sottoscrizione di una quota per Carta, visto che siamo in periodo di sofferta battaglia per la laicità dello Stato, non è giusta. È sacrosanta. Altrimenti, chiedo a tutte e tutti voi, come sarebbe possibile in questo paese cercare di presentare l’ex capo della polizia e attuale capo di gabinetto del ministro Amato come mandante delle più grandi nefandezze in tema di ordine pubblico? Con Carta ancora si può. Lunga vita… ed ecco qui il mio contributo di 500 euro.
Luigi Malabarba

Al sabr
Cari Pierluigi, Anna, Marco, Enzo, Gianluca, Giuliano, Sarah, Rosa, Eleonora, Graziano, Lorenzo, Antonella, Luca, Gianni, Riccardo, Chiara, Barbara, Raffaella, Cinzia, Andrea, Federico, Gabriele, Monica, Fausto, Marco e Francesco, fratelli, amici, compagni, c’è una parola chiave nella rivelazione divina cui faccio riferimento che esprime, al massimo livello, l’atteggiamento morale che il credente dovrebbe testimoniare, è «al sabr», che viene tradotto normalmente con «pazienza», ma che implica piuttosto il concetto della perseveranza nel bene e, soprattutto, la «resistenza». La resistenza alle nostre passioni deteriori innanzi tutto, l’avidità, l’egoismo, la violenza, l’indifferenza, che configura quel «jihad akbar» [lo sforzo più grande] che ogni musulmano dovrebbe praticare, e poi la resistenza alla bugia, alla dissimulazione, all’oppressione dei deboli.
In questo senso sono onorato di sottoscrivere una quota della vostra nuova impresa.
Hamza Piccardo

La facoltà di esprimersi
Non credo esistano parole che spieghino adeguatamente il perchè dentro la famiglia società, la più antica e blasonata, che permette a me di scrivere a voi di leggere perchè nel frammentre c’è qualcuno che aggiusta i cavi elettrici, o cura gli ammalati o… eccetera eccetera, possa esistere una figlia/o al quale viene negata la facoltà di esprimersi, è un abominio.
L’informazione indipendente garantisce alla società civile che rappresenta il genere umano incivilito, di esserlo semplicemente.
Fabrizia Arduini, Coordinamento per la tutela della costa teatina

Un luogo sociale
Caro Carta, ho risposto all’articolo di Pierluigi sul manifesto sottoscrivendo una quota/abbonamento sostenitore da 500 euro. Una cifra non piccola per chi lavora nel sociale, con molto volontarismo e grande precariato economico, ma spesa, anzi investita, volentieri. Per tanti motivi: affinità culturali ed «elettive», riconoscimento della qualità della informazione prodotta da Carta e della sua efficace vocazione a porsi come «luogo» di iniziativa politica e sociale, vostra costante attenzione al nostro lavoro annuale del «Rapporto sui diritti globali» e, cosa che più importa, ai temi più scomodi, spesso negletti o trascurati anche a sinistra e dagli stessi movimenti: da ultimo, le campagne persecutorie contro i rom.
Ma forse il motivo è banalmente uno: siete indispensabili a chiunque voglia esercitare uno sguardo e una volontà critica sull’universo mondo.
Auguri e sempre avanti.
Sergio Segio

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