ll settimanale che troverete in edicola venerdì 18 gennaio [sabato 19 nelle Isole e in alcune aree di Friuli, Piemonte orientale, Trentino, Puglia e Calabria] è totalmente rinnovato. Quello è il giorno del Carta day: chiediamo a lettori, abbonati, soci, amici, compagni di andare in edicola per verificare la presenza di Carta [acquistandone una copia e comunicandoci l’indirizzo completo dell’edicola o delle edicole]; di invitare altri amici ad acquistare il primo numero del nuovo giornale e, infine, di tornare in edicola il 25 gennaio per verificare il numero di copie vendute nella stessa edicola, comunicandolo a cherubini@carta.org, oppure via fax allo 06 45496323. Nel sito di Carta trovate l’elenco completo delle edicole in cui trovate Carta.
Il settimanale rinnovato che abbiamo preparato in queste settimane dimostra che la campagna «Carta prende quota» ha sostanzialmente raggiunto il suo ambizioso traguardo [duecento quote da cinquecento euro in un mese circa]. Per raccogliere le dieci quote mancanti «Carta prende quota» prosegue fino a fine febbraio. Invitiamo inoltre tutti coloro che hanno annunciato, ma non hanno ancora effettuato il versamento, di versare la quota, e chiunque vuole ancora aggiungersi a farlo comunque entro febbraio. È possibile aderire via internet: tramite carta di credito on line su http://bottega.carta.org oppure con un bonifico bancario [presso Banca etica, Abi 05018, Cab 03200, cc n. 110440, Cin D] o ancora tramite bollettino postale [cc n. 16972044]. Entrambi i conti sono intestati a Carta società cooperativa, la causale da scrivere è «abbonamento sostenitore Carta/Cantieri sociali»; comunque decidiate di pagare, comunicate [a carta@carta.org , tel. 06 45495659 o fax 06 45496323], il vostro nome, l’indirizzo completo. L’elenco completo delle adesioni è nel sito. Di seguito, ecco perché hanno aderito alcuni soci.
«A volte penso che Carta, sia un vero miracolo, che volete… sempre più spesso mi sembra che ci affidiamo a quelli. Non temete, sono consapevole del vostro impegno e creatività negli spazi sociali, nei movimenti, nella sinistra e persino nelle istituzioni. Insomma ritengo il vostro impegno «esiziale» [spero che sia la parola giusta, mi è sempre rimasta in mente, la usava P.Togliatti di cui non sono mai stata una sostenitrice, ma ce ne fossero…]. E allora continuo a pagare la quota ed anche a leggervi imparando e cercando ancora. Abbracci. Luisa Morgantini».
«Sottoscrivo un abbonamento da socio di Cantieri sociali perché le nostre identità non siano recinti in cui ci rinchiudiamo ma cerniere che ci leghino in un destino comune. Alessandro Sabiucciu».
«Cara Carta, rinnoviamo con piacere l’abbonamento a Carta, che abbiamo mantenuto fin dal primo anno. È il giornale più aderente alla realtà di base, ai movimenti, e a quanto di intelligente si muove nel paese e nel mondo. Non siamo impegnati in politica direttamente, dopo varie delusioni [compresa l’ultima con il Social forum di Torino …], ma ci sentiamo «politici» come tutti quelli che lottano per un mondo migliore. In particolare, abbiamo due tipi di impegno: uno con persone senza dimora, in un’associazione di volontariato molto laica, associazione Opportunanda di Torino, della quale ci piacerebbe una volta raccontarvi di più. L’altra realtà nella quale siamo impegnati da molti anni è quella delle comunità cristiane di base: sarebbe un altro argomento interessante, perchè non se ne può più della sinistra [sinistra?] che quanto ai credenti pensa solo al Vaticano! Ci sono moltissime realtà di base, fra cui le Cdb appunto che, a parte la lotta contro il Concordato ormai da più di trent’anni, portano avanti un discorso di fede e teologico del tutto diverso e del tutto indipendente dalla chiesa istituzionale cattolica. Un saluto, un abbraccio e un forte incoraggiamento!
Carlo Saccani e Gabriella Bianciardi».
«Care amiche e cari amici della redazione di Carta, ce l’abbiamo fatta!. Fabio Bordogna, Enrico Caruso, Giorgio Guelmani e Marco Osmo hanno sottoscritto insieme una nuova quota associativa. Tra noi c’e’ chi vi segue dal primo numero, o anche da prima, quando Carta era Extra, chi vi ha conosciuto strada facendo, chi vi segue da il manifesto e apprezza che esista un progetto come Carta tanto da sostenerlo, perché si consolidi. Pensiamo che l’esistenza di Carta sia necessaria, che il vostro lavoro sia davvero utile, perché così ognuno, in qualunque «cortile» si trovi, sa che non è solo nella lotta alla guerra che avanza [guerra al pianeta, al territorio, alle umane a agli umani, al vivente, ai diritti, e troppi eccetera]. Carta ci mette in rete: ci conosciamo, scambiamo, ci contaminiamo. E ci organizziamo. Avanti così amiche e amici! Per tutti gli anni necessari. Avremmo deciso di: donare a nostra volta l’abbonamento che ci regalate a un detenuto, come raccontate dal settimanale n.43 del 2007. Fabio, Enrico, Giorgio, Marco».
«Non è facile far comprendere che il degrado che colpisce il lavoro umano e il governo delle città, e il peggioramento delle condizioni delle persone e la decadenza dei beni comuni del paesaggio, dell’ambiente, del territorio, nascono dalla stessa matrice: che perciò devono essere compresi insieme e contrastati insieme. Pochissimi si sforzano di lavorare in questa direzione e di rivelare ciò che un «pensiero unico» sempre più pervasivo nasconde e camuffa. Tra questi pochissimi c’è Carta, questa meravigliosa iniziativa editoriale e sociale. Sostenerla è un dovere e una speranza: una delle poche. Edoardo Salzano».
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