Le risposte alla proposta di Carta /2

Una proposta interessante
Buongiorno,
mi chiamo Bruno Picozzi e sono il coordinatore internazionale dell’iniziativa indipendente per la pace «Bippi». Vivo a Berlino. Leggo su Carta la proposta della campagna politica alternativa avanzata da Pierluigi Sullo. Mi sembra interessante e condivisibile. Aspetto approfondimenti.
Grazie
Bruno Picozzi

Tra Spedizione dei mille e Otra campagna
Dopo aver letto la vostra proposta ho trovato che non è molto dissimile dalla mia di un pò di tempo fa. Con qualche aggiustamento potrebbero collimare. Ve la allego qui di seguito, forse può servire a trarne qualche spunto aggiuntivo.

In recenti autorevoli messaggi giornalistici, ne cito solo alcuni, di Gore Vidal, Alex Zanotelli, Al Gore, si legge dell’urgenza nel mettere in campo iniziative atte a salvare il nostro pianeta dal disastro prossimo venturo, il tempo stringe e le cose da fare sono tante. Va preso atto poi che la politica delle così dette democrazie moderne è inadeguata a porre rimedio a quanto necessario. Infatti è ormai assodato che essa è asservita ai poteri economici dominanti, dei quali è solo docile strumento, corresponsabile di devastazioni e guerre finalizzate all’erosione delle sempre più scarse risorse in una continua rincorsa verso uno sviluppo che non è progresso ma, invece, portatore di sempre maggiori disuguaglianze e depauperamento di risorse naturali. Politica resa possibile perchè la stragrande maggioranza dei cittadini del mondo è mantenuto in una sorta di ipnosi passiva che rende possibile il conseguimento di un facile asservito consenso, per il vantaggio di pochi, generato da un sistema mass-mediologico orientato com’è da gruppi economico-finanziari che tutto dominano e tutto pervadono.
È per questo che lancio per l’Italia, da estendere però similmente in tutti gli altri paesi dove sia viva e ancora vigile una coscienza critica, la proposta di una specie di nuova «spedizione dei mille» su modello garibaldino e in modo simile alla Lunga marci di Mao o alla più recente iniziativa zapatista del comandante Zero con L’Otra Campagna in Messico.
Si tratta per noi di trovare un novello Garibaldi, io ci vedrei bene Gino Strada che, tra l’altro, ne possiede anche alcuni tratti fisici e una simile dose di coraggio e spirito d’avventura. La sua storia personale, considerando epoche e contesti diversi, assomiglia molto a quella dell’eroe dei due mondi. Con un personaggio così non sarebbe difficile raccogliere i mille valorosi di cui dicevo sopra ed iniziare a viaggiare per le piazze d’Italia, chiaramente in maniera incruenta ma non meno determinata, portando con se il messaggio autentico della rivoluzione francese, ripreso anche dalla nostra disattesa Costituzione, libertà, fraternità, uguaglianza e con esso aggiungere quei nuovi valori mutuati dalla nostra storia recente non ultima la Resistenza. Sono convinto che da una azione così potrebbe scaturire quella nuova Rinascita necessaria ad affrontare le emergenze più attuali, prima fra tutte quella ambientale.
Terminata la campagna , sono convinto con un sicuro consenso di pubblico e d’impegno, si dovrebbe costituire una specie di Cnl, Comitato di liberazione nazionale che dovrebbe mettere a punto, seguendo i dettami della nostra Costituzione, una strategia di presa pacifica del potere bypassando gli attuali partiti politici ormai incapaci di rigenerarsi nonostante l’affannoso e reiterato tentativo di rinnovamento. In realtà se non cambiano gli uomini, intrisi per la maggior parte di una schiuma corruttiva depositata negli anni, è inutile cambiare le sigle o creare nuove aggregazioni, mutando l’ordine dei fattori il risultato non cambia.
Giulio Raffi

Una campagna senza voti e rappresentanza
Care tutte e cari tutti :
raccolgo la proposta di Gigi Sullo e la rilancio, con alcune riflessioni mie, che vogliono essere un contributo alla discussione. Discussione che anch’io auspico si apra e sia la più estesa possibile. Mi piace l’idea di una campagna elettorale parallela, sganciata dall’esigenza di raccogliere voti e quindi libera e indipendente: una campagna centrata sui problemi, aperta al contributo delle popolazioni che tali problemi vivono sulla loro pelle. Sganciandosi dal problema contingente del voto e della rappresentanza, permetterebbe effettivamente di costruire sul territorio una piattaforma rivendicativa comune che potrebbe diventare la base del confronto e dell’eventuale [ma io direi inevitabile] scontro con gli «eligendi» e futuri eletti. Su questo terreno concreto, e non attraverso incontri e riunioni a tavolino, possono crearsi forme di collaborazione o strumenti di azione comune.
Il movimento che, sia pure in forma magmatica, multiforme ed acefala, si è indubitabilmente creato nel paese, ha delle caratteristiche del tutto nuove e spontanee che rendono impossibile qualunque inquadramento nelle categorie politiche tradizionali. La sua vitalità, la sua capacità di resistenza e di coinvolgimento devono essere salvaguardate e se possibile rafforzate, mentre ogni tentativo di imbrigliarlo dentro le tipiche logiche di schieramento rischiano di smorzarne ed al limite estinguerne tutta la potenzialità. È purtroppo esperienza comune quella del fallimento di tutti i tentativi, fatti anche in piena buona fede e con le migliori intenzioni, di organizzare e strutturare a tavolino i diversi spezzoni del movimento; peggior fine poi hanno fatto [e spero che faranno] i tentativi di cavalcarlo e strumentalizzarlo. Stiamo comunque tranquilli che durante questo periodo tentativi del genere sorgeranno come funghi e bisognerà guardarsi da tutti quei personaggi in cerca di autore che cercheranno di accreditarsi presso il movimento.
Per questo ritengo che il migliore antidoto sia quello che il movimento o la società civile o come diavolo vogliamo chiamarlo lanci questo chiaro messaggio a chi intende presentarsi come rappresentante delle sue istanze:
Attento/a, perchè non faremo sconti a nessuno, noi continueremo le nostre battaglie e le nostre lotte senza guardare in faccia a nessuno/a, se aspiri a sedere su uno scranno del parlamento sappi che non avrai vita facile, la tua poltrona sarà ricoperta di spine anzichè di velluto: noi non molleremo mai l’osso, perchè i beni che difendiamo sono alla base dei fondamenti stessi della sopravvivenza nostra e dei nostri figli e su quelli non siamo disposti a transigere. Sappi che denunceremo i compromessi che sarai costretto/a ad accettare, perchè sui beni comuni essenziali non ci sono compromessi accettabili, se raggiungerai dei risultati parziali ti diremo che questo non è sufficiente; dovrai accettare che ti critichiamo sempre e comunque, perchè il traguardo a cui miriamo è sempre un pò più in là di dove tu possa con tutta la tua buona volontà arrivare. Se nonostante tutto questo insisti nel non tirarti indietro, allora o hai degli interessi talmente grandi da difendere che non te ne frega di niente e di nessuno, o hai davvero le qualità per essere votato/a, ma … attento a quello che farai, perchè non ti perderemo d’occhio…
Cordialmente
Gianni Malatesta

La crisi della rappresentanza
La proposta di una campagna elettorale parallela mi piace, anche se con un po’ di ironia e un pizzico di organizazione mi piacerebbe organizzare primarie aperte per eleggere rappresentanti e stabilire un governo ombra dei cittadini. Al di la di tutto non credo alla utilità di sganciare le rivendicazioni dalla contingenza del voto e della rappresentanza. Uno dei problemi che rende difficile l’organizzazione del movimento [vi sono numerevoli riflessioni nel merito] ritengo risieda proprio nella sfiducia della politica in senso lato, in quanto l’organizzazione nazionale per quanto sganciata dai partiti, essa stessa assume una funzione di rappresentanza politica. Il problema quindi sta tutto nella crisi del modello stesso di rappresentanza che ha creato crisi non solo nei partiti, ma in tutte le organizzazioni, anche quelle storiche dell’ambientalismo italiano. Un tema che sarebbe lungo da sviscerare in una email ma che necessita di approfondimento. Tale situazione di incertezza politica, con i partiti padroni del destino delle persone, crea anche problemi di rinnovamento nel paese sia di genere che generazionale con incursioni nel panorama politico di degenerazione politico-culturali [vedi l’ultima novità della lista Ferrara contro le donne].
Ora ritengo che sia utile parlare di questo in modo approfondito. C’è un tentativo di dare vita ad un movimento politico che coniuga le aspettative del movimento ecologista, con quello della partecipazione dei cittadini [e quindi capacità di scelta] e della solidarietà che si sono persi nel panorama politico. Se riuscissimo in questo sogno [anche un solo rappresentanza in ogni consesso istituzionale] significherebbe emancipare il movimento. La protesta e la proposta dei movimenti si fermano sempre davanti ad una porta chiusa . In questa direzione si muove un dibattito mosso da Michele Boato in rete. Riflettiamo.
Roberto De Giorgi

Cari amici di Carta,
condivido l’idea che avete lanciato per un programma della «società civile».
Alle «soluzioni misurabili di programma» dovrebbero anche essere associati «nomi di candidati credibili».
Non c’è , a mio avviso, da contrapporre società civile a partiti di sinistra, ma di collegarli in una struttura a rete comunicante che dia pari dignità a tutti i soggetti che ne fanno parte [nodi della rete].
In questo senso, ho già scritto almeno due documenti propositivi che stanno su www.webalice.it/enricogiardino
–lettera aperta ai responsabili nazionali e locali della sinsistra-arcobaleno [stralcio pubblicato oggi su il manifesto]
–piattaforma per la sinistra unita [con presupposti di metodo e di merito]
Nel programma occorre includere i «diritti comunicativi» [attivi e passivi] e quelli di partecipazione, di rappresentanza [elezioni]
Saluti
Enrico Giardino– Forum Dac

L’esempio dell’Ezln
Più volte Carta, con le lettere di Pierluigi Sullo, ha rappresentato il malessere di molti cittadini che, pur volendo votare lo hanno fatto sia turandosi il naso che subendo il ricatto del meno peggio.
La rinascita di un grande movimento rinnovatore inizia nel 1994 con gli zapatisti del Chiapas. Quelle persone, loro sì di sinistra, hanno insegnato negli ultimi anni che si può cercare un modo nuovo di fare politica. Cercare il consenso della gente, senza voler governare per forza, specie quando gli alleati possono essere partiti di sinistra anche corrotti.
Al movimento zapatista ultimamente viene data meno importanza; si vede nella stampa di sinistra, ed è un errore a mio avviso. La risposta della Sinistra Arcobaleno alla «crisi» attuale, per il sindaco di Roma è, Rutelli-Sentinelli. Nelle ultime ore non è stato detto nulla sulla formazione – dal basso – delle liste elettorali [politiche, ed enti locali], non hanno detto nulla circa un programma di sinistra, parlano del simbolo. Rutelli è il Pd; il Pcdi ha partecipato alla guerra nella Jugoslavia, Verdi e rifondazione sono lenti, Mussi & Co. sembrano ancora indecisi.
Sono stanco di parole vuote.
Se questo è ciò che hanno capito gli strateghi della politica di «sinistra», io, per la prima volta, non andrò a votare.
O si forma un partito di sinistra che porti avanti tutti i temi discussi su Carta, il manifesto e da tanti altri movimenti di base [sull’esempio dell’Ezln], o c’è quel programma, oppure invito Carta a indicare la non partecipazione al voto [con modalità da individuare].
Chiedo a Carta di farsi portavoce di queste richieste. Di aprire una discussione su voto/non voto; sull’imbroglio delle schede bianche; è di queste ultime ore la notizia del controllo dei seggi elettorali da pacchetti di scrutatori controllati [ha partecipato anche il centro-sinistra].
Quando il Pci era all’opposizione, gli imbrogli della politica erano altrettanto presenti, ma i cittadini hanno potuto avere la formazione di leggi che se applicate oggi farebbero vivere meglio. Questi, tutti, parlano di «riformare» la Costituzione, di accordi bipartisan. Siamo stanchi di essere presi in giro dalla «sinistra». È ora di dire basta.
Maurizio Zano

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