La festa di Vicenza

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Che manifestazione è stata quella di Vicenza?
Di certo, è stata un evento dalle molte smentite.
La prima è che questa sia stata una manifestazione antiamericana perché moltissimi sono stati gli statunitensi che hanno manifestato contro la guerra, con i loro striscioni, e sono stati salutati con un lungo applauso quando sono giunti in piazza.
La seconda è che questa sia stata una manifestazione in cui c’erano forme di militanza ideologiche. In realtà, è stata una manifestazione molto aperta, con linguaggi diversi, plurali, per niente caratterizzata in un solo modo. Ancora, un’altra smentita è che anche che questa fosse una manifestazione violenta.

È stato anche smentito il fatto che fosse una manifestazione che contrapponeva il locale ad una logica più generale, perché il locale e il globale si intrecciavano continuamente. Ma, soprattutto, è stato smentito il fatto che, come dicono molti rappresentanti del centrosinistra, che ormai “a Vicenza la cosa è persa, al limite possiamo migliorare la situazione”. Questa manifestazione dimostra che a Vicenza la battaglia non è persa.
Il simbolo di tutto questo è stato il nutritissimo gruppo di manifestanti arrivati dalla Val di Susa che sono stati i primi a dimostrare che, anche se una cosa era decisa dal governo centrale e sembrava ormani data per certa, poteva essere fermata. La nutrita presenza dei No Tav a Vicenza significa questo: che come anche loro si sono trovati di fronte ad una cosa che tutti davano per scontata, che ormai doveva essere fatta, “necessaria”, sono riusciti a fermarla.
È stato un corteo nel quale era quasi impossibile distinguere i vari spezzoni perché non c’èra una suddivisione netta, se non per il fatto che i partiti stavano in coda. Si può dire che i partiti hanno disobbedito a quello che aveva stabilito l’assemblea, perché tutti hanno portato le bandiere di partito. Ma il fatto che fossero in coda è come se avesse restituito un ordine a tutto quanto, sono entrati per ultimi in piazza.

I vicentini hanno segnato la loro presenza in maniera molto forte, molti di loro hanno parlato dal palco, hanno aperto il corteo con moltissimi slogan. Quello che ha stupito i veneti stessi è stato il fatto che questo territorio, da sempre considerato un deserto dal punto di vista del conflitto sociale, nonostante il terrorismo dei media, ha risposto, la gente è scesa in strada e non tutti i negozi hanno abbassato le serrande.

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