Gente alla buona

070214nousa02

Alle spalle hanno una grande esperienza, decenni di impegno costante, una tenacia ed una costanza invidiabili. Padroneggiano disinvoltamente le tecniche più moderne del marketing, usano tutta la potenza mediatica di cui possono disporre. Non hanno dubbi: quando sembrano porre domande hanno già pronte le risposte, quando avanzano ipotesi conoscono già la soluzione, quando sono in difficoltà ostentano sicurezza.

Quando si sentono forti lavorano in silenzio, al massimo ci chiedono di collaborare con la lusinga di “concertare” insieme: suggeriscono il confronto ma hanno in mente l’inganno. Quando sono deboli gridano, si agitano, scalpitano, minacciano e indicano nemici in ogni angolo. E scoprono covi terroristici con una tempestività che ogni volta ci lascia stupefatti.
Sono fatti così: a noi, che ormai li conosciamo bene, fanno quasi tenerezza. Ma non ci incantano.
Noi siamo gente alla buona, non siamo smaliziati come loro, diciamo pane al pane e vino al vino: se uno di noi sente crollare il pavimento sotto i suoi piedi non chiama i giornalisti per dire “sono sereno”. Forse siamo ingenui, questo sì, ma non stupidi.

Ecco perchè andremo in tanti a Vicenza, nonostante ci accusino nella migliore delle ipotesi di essere usati da chi coltiva sogni terroristici. Noi sappiamo distinguere i sogni dagli incubi, e abbiamo imparato che il terrorismo e i disegni eversivi si sconfiggono con la partecipazione e non con il silenzio. Ce lo hanno insegnato, da piazza Fontana in avanti, anni di lotte per i diritti, il lavoro, la democrazia e la pace. E neanche questa volta ci faremo intimorire: siamo gente alla buona, pacifica, non abbiamo niente da nascondere e porteremo a Vicenza tutta la forza delle nostre idee, tutti i nostri entusiasmi, e da Vicenza torneremo a casa più forti.
Vicenza è solo un’altra tappa, e ogni nuova tappa è sempre la più importante. Qualcuno ci dice che fermare il Dal Molin è un sogno: ma noi, gente alla buona, sappiamo che, perché i sogni si realizzino, bisogna crederci fino in fondo.
Non ci faremo rubare il futuro. Da nessuno.

  • Il Patto di mutuo soccorso è quello che lega tra loro le comunità locali in lotta contro le invasioni dei loro territori da parte di grandi opere inutili, costose e pericolose e, come nel caso di Vicenza, da una base militare. Questo comunicato è degli aderenti valsusini al Patto.
invia per mail torna su
Archivio degli editoriali
Seleziona un periodo
11 ottobre 20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abdul abiti puliti aborigeni acqua Afganistan Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids alitalia altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina Americhe 2004 animalisti Annapolis antifascismo antimafia antimafia sociale antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi Atene 2006 atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Bamako banca Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni Bergamo bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein bollywood Bologna borse Brasile brimania Britel Bulgaria bussolengo Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali Caracas Caracas 24/29 gennaio carbone carcere carovita Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiaiano chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città cittadinanza clandestini clandestino clima Colombia comboniani commercio commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione Congo conoscenza consumi consumo critico contadini controvertice cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi crisi alimentare crisi finanziaria critical mass Cuba curdi dal molin