Cari lettori del sito di Carta, vi chiediamo pochi istanti di attenzione. Il fatto è che dobbiamo chiedere scusa. Quando sentiamo il sottosegretario alla presidenza del consiglio Levi dire che bisogna tagliare i contributi ai giornali cooperativi [perché è il mercato a dover decidere se un giornale merita di vivere], pensiamo che abbia ragione. Se cooperative come il manifesto o Carta fallissero, staremmo tutti molto più tranquilli. Già, capita spesso che qualcuno ci dica “eh, troppo da leggere, chi ce l’ha il tempo?”. Hanno ragione.
Prendiamo ad esempio questo sabato 8 luglio: l’estate è già cominciata, è la vigilia della finale del mondiale, non si trova un taxi, e noi che facciamo? Rovesciamo in edicola un pacco di carta stampata. Da leggere, perfino. “Rovesciamo in edicola” è una iperbole: diciamo che in un certo numero di edicole [un cui parziale elenco, città per città, è nel nostro sito], se un lettore proprio vuole, può trovare questo pacco, che può portarsi via tutto insieme per soli 13 euro, cioè il costo di un taxi da piazza Venezia al Flaminio, o da Piazza del Duomo al ticinese.
Nel pacco si trovano: un settimanale [32 pagine, 2 euro], un supplemento-inserto [16 pagine, gratis], il supplemento di Roma e del Lazio [per i lettori locali, 8 pagine, gratis], una rivista mensile chiamata Carta Etc. [4 euro, 100 pagine] e, se lo si trova, un libro allegato al mensile [7 euro, 120 pagine]. Cosa ci sia da leggere in tutto questo è l’oggetto dei link che trovate di seguito e chi avrà pazienza e interesse lo scoprirà.
Resta il punto: noi ci chiediamo come sia possibile, in quattro gatti sottopagati quali siamo, produrre tutta questa roba; i lettori si chiedono come trovare il tempo di leggere; il sottosegretario Levi come evitare la fatica a noi quattro gatti e il fastidio ai lettori. E pensate che ci sono persino 2500 persone abbonate a tutta questa roba e altre 400 che hanno sborsato 500 euro ciascuna perché noi potessimo fabbricarla. Incredibile.





