Il Forum di Atene

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Un gigantesco parallelepipedo grigio-azzurro simbolo, più che segno, di una speranza realizzata solo a metà: quella di entrare in Europa con il passaporto delle Olimpiadi. In un certo senso sono ora i movimenti sociali a provare, due anni dopo le Olimpiadi, a ridare vita a quella possibilità con il quarto Forum sociale europeo, ad Atene, in una delle strutture lasciate a futura memoria (se non addirittura abbandonate) due anni fa. Più che ad Atene, il Forum si tiene a Glyfada, luogo di vacanze per ateniesi benestanti e contemporaneamente ormai periferia della capitale. Anche se i dodici chilometri che la separano dai luoghi del turismo internazionale – l’Acropoli e lo straordinario museo archeologico nazionale, solo per fare un paio di esempi – segnano una demarcazione netta tra la Atene che era e quella che è diventata o vuole diventare.

Qui a Glyfàda è un susseguirsi ininterrotto di bei negozi dagli “esotici” nomi italiani, di bar eleganti dove un caffé greco costa tre euro e di tecnologici fast food dove si può mangiare di tutto a tutte le ore. Fortunatamente la “transizione” non è ancora del tutto ultimata e ancora ciò che muta riesce a convivere con ciò che non può e non deve cambiare. Anche il Forum sociale europeo è in fase di cambiamenti e c’è da sperare che se ne vedranno, in questo Forum. Anche perché la preparazione è stata, come sempre, condivisa con i rappresentanti di diverse organizzazioni europee ma, infine, il carico di lavoro grava sulle spalle del paese ospitante.

Per chi, come noi, è arrivato al Forum qualche giorno prima dell’apertura, la sensazione è stata di aver sbagliato data o luogo: l’enorme padiglione adibito due anni prima alle Olimpiadi del basket e della scherma appariva come un dinosauro immobile. Oggi invece, vigilia dell’inizio, il dinosauro ha preso vita, già popolato molte attività: una pre-riunione di quelli contro le privatizzazioni, un seminario sul futuro del Forum mediterraneo, un gruppo di lavoro dell’assemblea dei movimenti sociali. E poi le iscrizioni, i “muletti” a caricare e scaricare assi, tavoli, sedie. Pacchi di programmi accatastati, computer ancora spenti ma già installati, gazebo, striscioni già appesi in tutte le lingue.

Da domani a sabato, tre giorni fitti di seminari suddivisi in tre fasce orarie: la mattina dalle 10 alle 13 e il pomeriggio dalle 14,30 alle 17,30 e dalle 18 alle 21. La sera, poi, musica, eventi culturali e, naturalmente, ancora riunioni, cene, forse (se smette di fare freddino) anche un tuffo in mare. Ecco una breve guida di quel che seguiremmo (e seguiremo) noi di Carta, tenendo presente che ad alcuni parteciperemo anche come relatori: c’è il filone dei seminari sui beni comuni, ci sono molti appuntamenti sui temi del lavoro che coinvolgono anche la Cgil e la Fiom, ci sono un paio di interessanti seminari sull’informazione, in particolare quello organizzato da Eurotopia, la rete di riviste europee antiliberiste cui anche noi partecipiamo, e c’è (scandalo) un dibattito sul tema della decrescita organizzato, tra gli altri, dalla Fiom e da Carta. Ancora: droghe, migranti, pace e guerra, salute, Europa sociale.

E c’è molto altro in un Forum, il primo con queste caratteristiche, che ha totalmente abolito le assemblee plenarie e ha puntato tutto sulla capacità delle associazioni e di comitati europei che hanno uno scopo analogo di mettersi assieme. Infine, due appuntamenti centrali: la manifestazione, il 6 alle 3 del pomeriggio, nel centro di Atene, e l’assemblea conclusiva dei movimenti sociali domenica mattina a partire dalle 10.

Carta seguirà tutto quello che potrà chiedendo aiuto, come sempre, ai numerosi amici e collaboratori che sempre e volentieri si prestano a dare una mano.

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