Stando ai giornali, in quest’ultimo fine settimana le cose notabili accadute sarebbero state [nell’ordine]: Berlusconi che manda a quel paese Lucia Annunziata [o viceversa] e le conseguenze sul laborioso faccia a faccia Prodi-Berlusconi; i “black blok” che direttamente dal luglio 2001 a Genova sono piombati a Milano, cinque anni dopo, per mettere a sacco la città; la morte di Milosevic ed [eventuale] “giallo”. Un modesto spazio [salvo eccezioni] è stato riservato alla manifestazione di sabato scorso contro la legge sulle droghe Fini-Giovanardi e, per il resto, nel nostro paese non è successo assolutamente nulla. Invece, come ha segnalato a modo suo Carta del numero scorso, la settimana appena conclusa ha dato luogo a molte e rilevanto iniziative. Nell’ordine: l’assemblea dei movimenti sociali del Lazio su “Acqua, terra, energia per la difesa dei beni comuni”; l’assemblea nazionale della Rete Lilliput, il Forum italiano per l’acqua. Senza contare l’iniziativa, in corso proprio mentre scriviamo, delle reti e dei comitati per la casa di Roma che si oppongono alla approvazione, in consiglio comunale di Roma, del Piano regolatore che gonfia a dismisura le cubatore però non prevede case di edilizia popolare.
Tutto questo è successo e sta succedendo a Roma: migliaia di persone riunite nella stessa città per discutere, approfondire, proporre non ci sono state perché la stampa non se ne è accorta o comunque non ne ha parlato. Eppure, siamo stati testimoni oculari della loro esistenza in vita e della loro ottima salute.
Allora, la comunicazione che va dal match Annunziata-Berlusconi fino alle iniziative che invece sono state oscurate/ignorate, passando per l’esiguo rilievo “concesso” alla più grande manifestazione della società civile contro la legge liberticida sulle droghe dimostra, a nostro modesto parere, un paio di cose: la prima è la sostanziale incongruità tra l’informazione sterilizzata e ciò che coinvolge e interessa le persone. La seconda è la totale insopportabilità di un dibattito, che si trascina con alti e bassi da tempo, sull’esaurirsi della spinta propulsiva dei movimenti. Cosa sono in effetti i movimenti se non la voglia e la capacità di stabilire relazioni, promuovere vertenze, gestire conflitti, liberare idee e proposte? Ebbene, tutto questo sta succedendo da molto tempo, tutto questo continuerà a succedere, riteniamo, per molto tempo. Una controprova? Sabato 18 marzo, quando la pace riempirà di nuovo, come lo scorso anno e l’anno prima, la città di Roma.





