Al presidio di No dal Molin

070704nodalmolin02

Care tutte e tutti, sarebbe stato davvero bello per me essere con voi il 4 luglio alla Festa delle Indipendenze dalle servitù militari.
Confesso che, oltre alla gioia di essere insieme a voi per affermare nel presente la nostra striscia di futuro, amo molto l’anguria e la pastasciutta e, naturalmente, ne sono certa, avrei amato lo spettacolo teatrale delle donne del Presidio No dal Molin.

Devo invece restare al parlamento europeo per impegni ai quali non posso sottrarmi, vi invio quindi un breve messaggio che dimostri l’impegno ad essere con voi. Fisicamente, potrò farlo solo in alcuni momenti della vostra mobilitazione, ma con la testa e con il cuore lo sarò davvero sempre.
Prima di tutto grazie a tutte e tutti voi, per avere messo al centro, partendo dal vostro territorio, la questione prioritaria della militarizzazione e avere infranto quella cultura di militarizzazione che ha pervaso anche le nostre menti; in secondo luogo per aver affermato e continuare ad affermare il diritto di abitare, cercando di fare del proprio territorio un luogo sicuro, senza inquinamenti e devastazioni urbane, vissuto in sovranità.
E un grazie particolare al Presidio delle Donne del No dal Molin, tante stelle sotto un unico cielo, diverse e unite. È un percorso tra donne di assunzione di responsabilità e di mediazione che riconosco in quello che da molti anni ha accompagnato la rete Internazionale delle Donne in nero contro la guerra e la violenza, di cui faccio parte.
Davvero avrei voluto essere oggi con voi per riaffermare che il rilancio e il rifinanziamento del riarmo lede la nostra quotidianità di cittadini, la nostra salute, la nostra sicurezza.

Ogni volta che si parla di riduzione delle spese militari o di riconversione, si risponde con facili ricatti occupazionali, invece di mettere in luce i reali vantaggi per la sicurezza umana, come ad esempio gli investimenti che si potrebbero fare per combattere la fame nel mondo o debellare le malattie.
Lo Stato italiano sostiene il 41 per cento delle spese di mantenimento delle basi Usa nel nostro paese, e, secondo i dati del Rapporto Sipri 2007 – l’Istituto di ricerca della pace di Stoccolma – nel 2006, le spese militari mondiali sono salite a 1204 miliardi di dollari, il 3,5 per cento in più rispetto all’anno precedente. Come se non bastasse, l’amministrazione Bush ha deciso di potenziare anche in altre aree d’Europa l’apparato bellico statunitense che è al primo posto con 538,7 miliardi di dollari, il 46 per cento dell’intera spesa militare mondiale. Anche l’Italia, dove la spesa militare è aumentata del 37 per cento in dieci anni ed è all’ottavo posto della graduatoria mondiale, con 29,9 miliardi di dollari, non è esente dalla follia: un’inchiesta recente di Rainews24 ha dimostrato che cinquanta bombe atomiche sono attualmente ospitate nella base Nato di Aviano e altre quaranta nella base italiana di Ghedi, vicino Brescia.

Il governo italiano è chiamato, dunque, anche con la vostra festa, a rispondere del rispetto della legalità e della propria Costituzione.
Termino con un invito: vi aspetto al parlamento europeo per presentare le ragioni del vostro impegno e per ribadire insieme il ripudio della guerra e della violenza, in Italia come in Europa.
Per una politica estera disarmata. Per “un futuro senza basi di guerra” e per mettere “la guerra fuori dalla Storia”.

invia per mail torna su
Archivio degli editoriali
Seleziona un periodo
11 ottobre 20 ottobre 4 novembre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abbonati abdul abiti puliti aborigeni acqua Afganistan Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids alitalia altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina Americhe 2004 animalisti Annapolis antifascismo antimafia antimafia sociale Antiproibizionismo antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api aprilia Argentina Armenia armi Atene 2006 atomiche auser Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Bamako banca Banca mondiale Bangladesh banlieues basi basi militari Basilicata bene comune beni comuni Bergamo bilanci partecipativo biocarburanti biodiversità biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein bollywood Bologna Bolzano borse Brasile brimania Britel Bulgaria bussolengo Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Camerun Campania cantautore cantieri cantieri sociali Caracas Caracas 24/29 gennaio carbone carcere carovita carta Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiaiano chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro Cisgiordania città cittadinanza clandestini clandestino clima Colombia comboniani commercio commercio equo commercio equo. decrescita comuni comunicazione Congo conoscenza consumi consumo critico contadini controvertice