Mai più

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Dopo mesi di rivolte dentro i Centri di detenzione per migranti, campagne dei movimenti antirazzisti e la ferma posizione di miriadi di amministratori locali, finalmente dieci presidenti di regione hanno preso la parola. Si incontreranno a Bari l’11 luglio per cercare di discutere il superamento delle galere etniche istituite dalla legge Turco-Napolitano. Quel che conta, è che si sono espressi senza mezze misure sulla necessità di chiudere questa vergogna dell’umanità che da anni siamo costretti a subire.

Intanto, e c’era da aspettarselo, una destra allo sbando su tutti i fronti sta reagendo rabbiosamente, cercando di aggiungere odio alla violenza quotidiana dei Cpt. Così, qualche settimana fa il ministro Pisanu ha detto esplicitamente che tanti amministratori locali sono contro i centri di detenzione per migranti perché “condizionati da gruppuscoli eversivi”. “L’immigrazione clandestina produce criminalità”, aveva poi detto il ministro.

Non si tratta di una frase pronunciata dal Calderoli di turno. A parlare era il ministro dell’interno. E se a Varese una bandaccia di neonazisti di paese ha costretto la comunità albanese a fuggire non si può fare a meno di pensare che il ministro qualche responsabilità ce l’ha. L’oggettivo rapporto, malato e disastroso, tra il “moderato” Pisanu e il razzismo di Lega e neonazisti (che negli ultimi mesi, guarda un po’ sono rispuntati in tutt’Italia), la dice lunga sul modello di società che leggi sull’immigrazione degli ultimi anni hanno prodotto. L’idea che la mobilità di uomini e donne sia una variabile dipendente delle esigenze del mercato, attraverso le cosiddette “quote d’ingresso”, è la forma di schiavitù che il neoliberismo ha partorito. Grazie alle migliaia di persone che sono ugualmente approdate alla Fortezza Europa, dimostrando [a volte anche a costo della vita] che chiudere le frontiere è impossibile, l’inferno autarchico che vorrebbero i guardiani dei confini è stato sbugiardato. L’umanità nascosta è rispuntata grazie all’irruenza, selvaggia e sacrosanta, dei popoli del sud del mondo, al loro rifiuto di giocare da comprimari, cui hanno fatto da sponda importanti pezzi della nostra società, le decine di esperienze di solidarietà e sabotaggio alle frontiere che si sono prodotte.

Chiunque andrà al governo, l’hanno prossimo, dovrà fare i conti con quest’esplosione di vitalità rappresentata dai flussi migratori. Dovrà riconoscere in qualche modo il diritto alla mobilità dei popoli del mondo. L’alternativa, è sempre più evidente, sono le campagne xenofobe, di leghisti, nazisti, ministri dell’interno e gemelli Giovanardi.

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