Guido Bertolaso non ha gradito lo stravolgimento del testo da lui preparato e varato prima in forma di decreto, poi convertito in legge dal Parlamento mercoledì 4 luglio scorso, dopo che il Governo aveva anche posto la fiducia. Secondo il capo del dipartimento della Protezione Civile, ad interim e ormai ex commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania, il testo è stato di fatto stravolto nei punti nevralgici e “annacquato” negli strumenti a sua disposizione per chiudere una vicenda che si trascina dal febbraio 1994.
La mattina di venerdì 6 luglio, Bertolaso si è recato a Palazzo Chigi, per rassegnare le sue dimissioni dall’incarico. Non che in passato non ci avesse già provato, a dimettersi. Dal 6 ottobre scorso, giorno in cui aveva assunto l’incarico di traghettare la Campania fuori dall’emergenza, più volte aveva rassegnato le dimissioni, che erano state sempre respinte dal presidente del Consiglio Prodi.
Stavolta, il Consiglio dei Ministri ha invece accolto la richiesta di esonero dall’incarico. A sostituirlo sarà di nuovo un prefetto, quello di Napoli, Alessandro Pansa, ipotesi che circolava già da tempo. Palazzo Chigi avrebbe già selezionato e convocato uno staff di tecnici che dovranno formare il braccio operativo del nuovo commissario. L’obiettivo è quello di arrivare a raggiungere la normalità entro la fine dell’anno quando è prevista la fine, dopo 14 anni, del commissariamento. Ovviamente non dell’emergenza, che Bertolaso aveva dichiarato di poter risolvere in dieci giorni o al massimo entro fine giugno, prima dell’estate. L’estate è arrivata, giugno è finito, Bertolaso si è dimesso…La gestione dei rifiuti in Campania non ha fatto un passo avanti, anzi.
Il colpo di grazia per Bertolaso starebbe nell’aver dovuto subire la scelta di una discarica regionale che disapprova e ritiene insufficiente: quella di Macchia Soprana, in alternativa alla cava di Valle della Masseria a Serre nel salernitano. Al momento si tratta solo di un sito di stoccaggio provvisorio che sta ricevendo i primi conferimenti. La sua capienza però è ridotta dal momento che prevede 100 mila tonnellate mentre le esigenze regionali richiedono almeno 5 mila tonnellate al giorno. Macchia Soprana, dunque, non basterebbe a raccogliere rifiuti fino al prossimo autunno quando dovrebbe aprire la discarica vera e propria. La nuova forma del decreto, inoltre, rende difficilissima l’apertura della discarica di Terzigno, nel parco nazionale del Vesuvio, che avrebbe potuto evitare ferragosto senza discariche. Su questi due nodi Bertolaso ha invocato l’impraticabilità di campo, e rassegnato le dimissioni. Proprio sull’ubicazione della discarica di Serre, dallo scorso maggio era iniziato il disaccordo tra Bertolaso ed il ministero dell’Ambiente. Il commissario straordinario l’ha messa sul piano personale. Da sempre abituato a vincere, ad essere “l’eroe” che risolve i problemi, ha puntato i piedi, dichiarando: “Se passa Macchia Soprana, io mi dimetto”. Per lui va bene la discarica a Valle della Masseria e non tollera gli animi infuocati della popolazione, dei sindaci e del ministero dell’Ambiente.
Sul fronte del ministero dell’ambiente, lo stesso Pecoraro Scanio ha parlato insistentemente, negli ultimi mesi, di “dopo-Bertolaso”, arrivando addirittura ad avanzare la candidatura a commissario di governo di Gianfranco Mascazzini, dirigente del suo ministero, ma anche l’uomo che ha firmato la perizia a favore di Macchia Soprana. Mascazzini però non piace a Prodi, come non piacerebbe a nessun Presidente del Consiglio un uomo di un ministero: si preferisce in questi casi una persona che dipenda direttamente da Palazzo Chigi, senza ministeri di mezzo, che poi in futuro potrebbero far pesare questo ruolo. Per questi motivi, Prodi preferisce un prefetto, e la presenza a Napoli di Alessandro Pansa diventa per lui una vera manna dal cielo.





