Ogm e buon appetito

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Il Rapporto Censis 2004 ci fornisce una sorprendente informazione: ai primi posti nelle paure degli italiani c’è la scarsa sicurezza dei prodotti alimentari che preoccupa ben l’82 per cento degli italiani e, addirittura, la paura di acquistare inconsapevolmente alimenti contenenti organismi geneticamente modificati è superiore a quella di attentati terroristici: temono gli Ogm il 77,2 per cento degli intervistati contro il 72 per cento di chi ha paura degli attentati. Stando così le cose, non si capisce quale sia la molla che ha spinto la camera ad approvare in gran fretta [e al senato le cose dovrebbero essere ancor più rapide] il decreto che consente, nel nostro paese, la cosiddetta “moratoria” sugli Ogm. Dalle prime reazioni, pare che le opposizioni più che altro “esultino” per lo “sgarbo” della Lega senza preoccuparsi granché del fatto che per la prima volta in Italia si consente la libera circolazione degli Ogm.Per ora è solo uno spiraglio, ma destinato con tutta evidenza a trasformarsi in una fessura e poi in un baratro. Insomma, ad averla vinta è sempre la politica politicante sugli interessi [e le paure] delle persone. Non soltanto per ciò che può accadere loro oggi, ma soprattutto per quello che potrebbe succedere ai loro figli, dal momento che gli ambiti principali nei quali si sta lavorando sul geneticamente modificato sono quelli che molto hanno a che fare con l’alimentazione dei bambini.

Allora perché tutta questa fretta – perfino con un decreto – per aprire quella breccia agli Ogm? C’è chi dice che è meglio normare una cosa piuttosto che affidarla al caso o al far west. C’è chi dice che siamo già pieni di ogm senza saperlo, e cosa ci vogliamo fare? C’è chi dice che l’Europa non può rimanere in coda rispetto a processi che ovunque marciano come treni. E c’è, soprattutto, chi pensa alle grandi multinazionali del biotech e ai bei soldoni che stanno facendo con i loro semi mutati e sterili. Certo, ogni tanto inciampano in un incidente, come è successo di recente alla Monsanto che è stata condannata per aver tentato di evitare un’inchiesta sull’impatto ambientale delle proprie attività di coltivazione del cotone Ogm. Ha dovuto pagare una multa di 1,5 milioni di dollari per corruzione, dal momento che uno dei suoi dipendenti ha ammesso di aver corrotto un alto funzionario del governo indonesiano nel tentativo di evitare l’inchiesta. Ma evidentemente il gioco vale la candela e un milione e mezzo di dollari di multa è solo un bruscolino nell’occhio.

Poco a poco le multe si ridurranno e tutti potremmo felicemente fumare marlboro modificate con il gene delle lucciola e dello scorpione o mangiare fragolone con l’antigelo incorporato isolato dal dna di un pesce dell’Artico. Buon appetito.

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