I media al Forum

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È caotico come la liturgia dei forum ci ha ormai insegnato, il giorno di apertura del terzo Forum sociale europeo di Londra. Caotico e migratorio, dal momento che c’è da attraversare la città per raggiungere le diverse postazioni, sotto la pioggia che solo a tratti risparmia docce fredde e alla ricerca di luoghi ancora in allestimento. Ma Mumbai ci ha insegnato a non dubitare: quello che sembrava impossibile fino a poche ore prima, diventa d’un tratto non solo possibile ma reale. Così, diamoci tempo fino a domattina per vedere se la cosiddetta macchina organizzativa si metterà in moto. Per ora, ci limitiamo a dare una sbirciatina un po’ ovunque.

In particolare, perché è un luogo accogliente, alla sede del Forum della comunicazione alternativa, quello che nelle immagini stereotipate di chi vuole a tutti i costi le contrapposizioni, sarebbe l’anti-forum dei contestatori. Non che non sia anche così dal momento che i media-attivisti che hanno allestito il Camden Centre di cose da dire sull’organizzazione ufficiale del Forum ne hanno molte. Ma di quelle si è già parlato e attengono alla divisione tra orizzontali e verticali che ha attraversato l’organizzazione del Forum di Londra fin dall’inizio. Ora le divergenze si sono appianate al punto che ci sono seminari che si svolgono un giorno al Camden e il giorno dopo all’Alexandra Palace. E poi, naturalmente, c’è sempre di mezzo la maledetta questione dei partiti, che hanno spadroneggiato un po’ troppo. Ma non è più tempo di polemiche. È tempo di lavorare per mettere a punto nuove idee e inedite proposte. Oggi pomeriggio, qui al Forum alternativo, si parlerà di media-attivismo, e anche Carta è coinvolta.

Domattina, ancora in tanti (Carta compresa) ci si sposta all’Alexandra Palace e alla sera, questa volta in una delle plenarie, Carta sarà in compagnia di un nutrito pacchetto di relatori.

Che volentieri citiamo perché ne vale la pena: Supinya Klangnarong (della Campagna popolare per la riforma dei media della Tailandia), Anne Delbende, segretaria generale del sindacato francese Unef, Jose Vidal Beneyto (Spagna), John Pilger (autore di numerosi reporages fantastici e giornalista britannico), Sophie Zafari del Forum sociale francese e Pav Aktar, della Nus (National black students officer britannico). Se questo tour de force avrà un senso, sarà quello di costruire finalmente basi solide per quello che dallo scorso anno, al Forum di Parigi, in molti dissero: che è arrivato il momento, per la comunicazione indipendente, di mostrare le carte che ha da giocare. E sono molte. I molti Berlusconi che popolano l’Europa potrebbero finalmente avviarsi all’uscita.

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