Hanno chiuso Indymedia

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Ieri, giovedì, alle 18, gli agenti dell’Fbi, quelli che nei film statunitensi vanno in giro in coppia, vestito nero, camicia bianca e occhiali da sole.

Si sono presentati con un ordine federale emesso dalle autorità statunitensi nella sede statunitense e in quella inglese di Rackspace, l’azienda che ospita i server in cui si trovano molti siti locali di Indymedia, fra cui "italy.indymedia.org“, il nodo italiano del network di informazione indipendente. Al momento non si conoscono i motivi di questo provvedimento. E hanno ragione i Wu Ming a scrivere nella loro newsletter che "il discredito causato all’Indymedia italiano dai tanti provocatori e imbecilli che hanno ingolfato e snaturato lo spazio delle news non deve impedirci di comprendere la gravità dell’episodio”.

La dinamica dei fatti fa meno clamore dell’irruzione di una squadraccia di poliziotti dentro gli studi di una radio, come è accaduto tanti anni or sono a Bologna per Radio Alice e qualche anno fa a Genova per Radio Gap. La faccenda, questa volta, è meno spettacolare ma ancora più pesante. Perché per milioni di persone in tutto il mondo (senza nessuna retorica: almeno per i 110 milioni del 15 febbraio) Indymedia è il simbolo della comunicazione indipendente, nata a Seattle nel novembre del 1999, insieme al movimento che ha segnato la fine del liberismo e ha provocato, a detta di molti, la crisi politica della globalizzazione.

Uno dei pilastri della mondializzazione dell’economia è la circolazione delle informazioni tramite il world wide web. Dentro questo strumento della mondializzazione, funzionale alla produzione globale si è generata “la seconda superpotenza mondiale”, come ebbe a dire il New York Times, in un supercitato editoriale. E adesso? Cosa ne è dell’utopia, che circolava anche sul fronte liberista, della “società della conoscenza”? Il Medio Evo della guerra globale permanente, il crollo dl Nasdaq del 2000 e quello delle due Torri del 2001 l’hanno cancellata?

E saranno capaci, quei 110 milioni di disertori, di costruire un serbatoio di pensiero, conoscenze, umanità?

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