Il sindaco di Acerra in mezzo al polverone alzato dalle ruspe e dai celerini con la fascia tricolore: è questa l’immagine simbolo dell’ultimo atto della vicenda infinita dei rifiuti in Campania. Ma chi guarda le immagini di Acerra non deve pensare a una situazione da far west in un Meridione corrotto e inquinato, nonostante i giornalisti continuino a a sottolineare come l’"esasperazione della gente" sia d’intralcio alle “soluzioni di buon senso” del commissario ai rifiuti, Corrado Catenacci.
In quella città che La Repubblica aveva descritto come talmente perfetta da spingere alcuni idealisti annoiati a presentarsi alle elezioni, Firenze, hanno esattamente lo stesso problema. Devono collocare un inceneritore di rifiuti, che chiamano “termovalorizzatore”, e lo vogliono mettere in una delle zone più sfigate della città [il quartiere popolare delle Piagge]. “È strumentale, il tentativo dell’amministrazione comunale di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla localizzazione dell’impianto–afferma proprio oggi Ornella De Zordo, della lista Unaltracità/Unaltromondo e già antagonita del sindaco Domenici alle elezioni–Bisogna, invece, considerare nel merito la scelta dell’incenerimento, che oggettivamente va nella direzione opposta della riduzione dei rifiuti”. Secondo De Zordo si deve puntare seriamente e rapidamente all’obiettivo “Rifiuti zero”: “Non è uno slogan da campagna elettorale–sottolinea la consigliera comunale–Per esempio, il Comune di San Francisco ha deciso che per affrontare seriamente il problema dei rifiuti non esiste alternativa alla strategia ‘Rifiuti Zero’, che si attua attraverso la politica delle ‘Tre erre’: Riduzione–Riuso–Riciclo”.
Sarà un miraggio agostano, ma a noi sembra che “fare rete”, oltre che a evitare strutture politiche piramidali d’altri tempi [cosa che non guasta], serva proprio a produrre soluzioni e mobilitazioni riproducibili.
Vista da questo punto di vista, la protesta dei cittadini del comune alle porte di Napoli, cui si risponde da Firenze, assomigli alla mobilitazione di decine di amministrazioni locali della Rete del Nuovo Municipio per l’accoglienza ai migranti della Cap Anamur e ai pronunciamenti della giunta genovese per il voto ai migranti e di quella del’Emilia Romagna per il riconoscimento delle unioni di fatto. E così, mentre nelle baite dolomitiche" i saggi del governo" riscrivono la Costituzione e chiamano “devolution” la costruzione di tanti piccoli stati regionali centralizzati, c’è qualcuno che sperimenta una inedita forma di federalismo mutualista e solidale.
Intanto, ad Acerra ci si oppone all’inceneritore gigante. E hanno bisogno di solidarietà.
Scrivete a giosue.bove@aliceposta.it





