Silvio e Hugo

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Bentrovati, rieccoci qua, finite vacanze. E che noia, riprendere in mano i giornali dopo un periodo di disintossicazione (anche dal nostro, di giornale). Per esempio, si scopre che anche una buona notizia non è mai una buona notizia. Eppure, lo sembrerebbe. I venezuelani hanno votato in massa, con una pazienza e un ordine da far invidia ai tedeschi. Oltre l’80 per cento, una percentuale che sconvolgerebbe i politici di tutto l’Occidente e che farebbe sballare tutti gli “exit polls”, già sballati di per sé. Cinque milioni per Chávez, tre milioni e mezzo contro. Risultato indiscutibile, Jimmy Carter e ogni sorta di osservatore dice “tutto regolare”, l’opposizione al presidente ha raccolto le firme per indire il referendum e ha avuto la sua chance democratica. Non hai vinto, ritenta. Quello del Venezuela, in ogni caso, è un governante più legittimo di Bush, quello eletto grazie alle macchinette bucaschede della Florida di suo fratello governatore.

E invece che succede? Che la stampa tutta, per non parlare dei tg, scaricano luoghi comuni, amplificano le proteste di alcuni signori per bene che non ci stanno, a perdere, e fanno dello spirito sulla camicia rossa che Chávez indossava, si indignano per il “clientelismo” rappresentato dal trasformare i dollari del petrolio in ambulatori nelle favelas di Caracas, per il “caudillismo” del “presidente-paracadutista”, ecc.
Noi non siamo ultrà della curva Bolivar, né in generale di presidenti, però non c’è dubbio che Chávez sia un bel bruscolo nell’occhio di Washington, e che rappresentra uno degli effetti dello straordinario movimento latinoamericano. Per di più, prende un sacco di voti. E aiuta anche ad abbassare il prezzo del petrolio. Che volete di più? Perché questo spreco di ironia banale?

E perché occuparsi della camicia di Chávez sogghignando, e invece prendere sul serio la bandana con cui Berlusconi si è presentato in pubblico, in Costa Smeralda, a fianco del suo amico Blair? Il direttore del Tg2 ci ha fatto sopra un “editoriale”, in cui si chiedeva cosa volesse dire, Berlusconi, con quel fazzoletto “da pirata” annodato intorno alla testa ormai calva. Quasi nessuno, in questi giorni, si è permesso di notare la pacchianeria del teatro simil-greco voluto da Berlusconi nella sua villona sarda (una delle), sulla volgarità della piscina finto-mare con tanto di palme tropicali (in Sardegna). Se Chávez è un “caudillo” volgare e “populista”, cosa è Berlusconi? Con quella bandana, più che altro sembrava un nano da giardino in attesa di essere liberato.
Verrebbe voglia di tornare in vacanza. In Venezuela, magari.

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