La forza che sta nel chiamarsi compagni

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A Cecina, dove è in corso il meeting antirazzista, Otello Urso è venuto a mancare improvvisamente. Da anni impegnato nelle battaglie dell’Arci, con la sua compagna Anna Bucca, Otello se ne è andato con la stessa discrezione con cui ha vissuto. Quella che segue è una lettera scritta pochi giorni fa da Otello a Haidi Giuliani, che ha scelto di ricordarlo così.
Ciao Aidy, ho appena ascoltato, per la prima volta attentamente, la canzone di Guccini dedicata a Carlo. Sarà l’immagine finale di piazza Alimonda piena di traffico regolare e quotidiano (io non sono mai tornato a Genova dopo quei giorni di strade vuote e tutto il resto…), sarà la tua aria sfinita a Roma il giorno del funerale di Tom, sarà luglio, il mese del mio compleanno, dell’estate calda di mare, il mese degli amori adolescenziali e del g8, sarà come sto qui a boccheggiare nel caldo soffocante di Catania, comunque sia c’è un filo di commozione e malinconia che mi si sta sbrogliando lento e pesante nello stomaco per finire a inumidirmi gli occhi.
Ed è per tutto questo che mi è venuta voglia di scriverti. Mi è venuta voglia di mandarti così, semplicemente un abbraccio, con l’augurio, la speranza, la voglia che tu resti accanto a noi e che continuiamo ancora a camminare insieme, con la forza che sta nel chiamarsi compagni.
Erano le 8 di martedì 22 marzo, sono entrato nel cancello dell’Arci nazionale. Ero sceso da poco dal treno e la prima persona che ho incontrato è stata Raffaella. Ci siamo abbracciati forte e ci siamo messi a piangere. Lei m’ha detto: “Adesso ci siamo solo noi… Adesso ci dobbiamo aiutare una con l’altro… A uno a uno…”
Ho ritrovato lì, con Raffaella tra le braccia, l’essere compagni.
Ho 42 anni, in luglio appunto, non sono stato più per molto tempo idealista, avevo anche lasciato perdere per molti anni la politica, ma lì ho rivisto la mia vita di questi ultimi tre anni. Non è poco: ho perso cose, molte cose, ho sofferto e ho amato, e ho trovato di nuovo un popolo, i compagni miei.
Spesso il rischio della retorica è acquattato tra le parole che si scrivono, ma anche se le parole sono consumate spero di essere riuscito a condividere un poco di senso insieme a te.
Un abbraccio molto forte e arivederci presto
Con Affetto
Otello

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