L'elmo di Scipio

040525funerali02

Si prospettano funerali di stato per la salma del povero Quattrocchi.

Fini dice che ciò gli è dovuto a causa della sua ultima frase (che lo avrebbe reso simile a un militare/eroe).
Noi non sappiamo se la frase è stata detta, e quale fosse in realtà: l’ha detto la televisione e tanto deve bastarci.

Certo non faremo barricate e blocchi stradali per impedire delle esequie solenni: permettiamoci, almeno, un paio di riflessioni.

Come muore un italiano? Muore come tutti i cittadini di ogni altro stato: con dolore (se la cosa non è subitanea) con terrore, e, sempre se ne ha il tempo e la coscienza di ciò che avviene, invocando sua madre, alcuni la Madonna.

Se si è preparato all’evento può aver deciso di proferire una frase particolare, a volte un insulto, a volte frasi poco sensate. Questo ci dicono le storie degli uomini.

Altri uomini, poi, prendono tali frasi (se la cosa conviene) ad esempio, e le diffondono e le fanno diventare strumenti di propaganda, per influire su altri uomini, perché anch’essi si dimostrino pronti a morire e morire fieramente.

Nei nostri sogni uno stato non ci chiede cose simili, non ci propone di morire per esso (almeno sino al momento in cui il nostro paese non venga attaccato dall’esterno, e siano in gioco vite e beni), ma anzi, anche nei casi più difficili, progetta soluzioni poco eroiche, di dialogo, mediazione, collaborazione, riconciliazione, comprensione.

Ma queste sono acquisizioni recenti, nella storia dell’umanità: i più continuano ad essere pervasi da mentalità un po’ datate, risorgimentali, melodrammatiche.

Ecco, tutta questa storia mi fa pensare a un ritorno a Giuseppe Verdi, alle sue belle musiche (e i patrioti che proprio nell’occasione della rappresentazione delle sue opere diffondevano volantini…) e all’elmo di Scipio.
Quando entreremo nella contemporaneità?

invia per mail torna su
dello stesso autore
Archivio degli editoriali
Seleziona un periodo
20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abiti puliti aborigeni acqua Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina animalisti Annapolis antifascismo antimafia antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi Atene 2006 atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein Bologna Brasile brimania Britel Bulgaria Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali Caracas 24/29 gennaio carbone carcere Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiaiano chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città cittadinanza clandestini clandestino clima Colombia commercio commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione conoscenza consumi consumo critico contadini controvertice cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi alimentare critical mass Cuba De Gennaro Deavos decrescita decrescita. agricoltura biologica democrazia detenuti detenzione diritti diritti globali diritti umani disarmo documentario donne droghe ecologia ecomafia economia Ecuador editoria Egitto