L'istruzione fa la forza

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Avete presente l’uovo di Colombo? E’ quella ovvietà alla quale fino ad ora nessuno aveva pensato. O, meglio, per la cui realizzazione fino ad ora nessuno si era davvero speso. Invece potrebbe diventare reale e, vi possiamo assicurare, si tratterebbe di un evento “storico”. E’ una sorta di “uovo di Colombo” quello che sarebbe stato proposto oggi all’università La Sapienza di Roma: una grande manifestazione unitaria, a primavera, che unisca tutte le sigle sindacali, confederali e non, dalla scuola all’università.

Al progetto stanno lavorando le forze dell’opposizione alla luce del successo dell’assemblea nazionale di ricercatori, professori e studenti, che si è svolta oggi alla Sapienza. Un appuntamento che è servito a pesare il dissenso, che ha dimostrato di essere ampio: l’aula magna del rettorato si è rivelata troppo piccola (capienza un migliaio di persone) per ospitare tutti e la manifestazione si è trasferita fuori, con un corteo improvvisato per le vie limitrofe alla cittadella universitaria. Da qui a una manifestazione che unisca Cobas e sindacati confederali, partiti di opposizione di ogni (o quasi) ordine e grado, il passo è breve. E a pensarla allo stesso modo, udite udite, sono I Cobas ma anche i Ds. Andrea Ranieri, della segreteria dei Ds ha detto che ‘’il dissenso contro questo Ddl sulla docenza è più che giustificato, non si innova precarizzando, né bloccando l’accesso ai giovani e neppure lesinando sulle risorse finanziarie.

A questo punto – ha affermato Ranieri – la protesta deve andare avanti. Dopo la manifestazione a difesa del tempo pieno, quella odierna dei ricercatori e l’ iniziativa già in cantiere per il 28 febbraio, dobbiamo pensare a una grande manifestazione da mettere in calendario ad aprile che unifichi tutto il fronte del sapere, dalle maestre d’asilo ai premi Nobel’’. Assolutamente d’accordo Titti De Simone (Prc): ‘’I problemi dell’istruzione, dalla scuola dell’ infanzia alla fascia dei ricercatori – ha detto – sono centrali, perché stanno a testimoniare la fase di declino che ha imboccato il paese. Per questo – ha concluso – è importante unire le forze e lavorare insieme per dare vita a una grande manifestazione unitaria’’.

Guardate che il fatto inedito non è solo l’unità di obiettivi e di mobilitazione tra Cgil, Ds, Rifondazione e Cobas ma anche tra mondo sindacale della scuola e dell’università che fino ad oggi, chissà perché, hanno marciato in modo parallelo. Con grande sperpero di energie e di capacità di cogliere gli evidenti nessi che i processi di privatizzazione creano nel complessivo mondo dell’istruzione. Insomma: se la Wto vuole privatizzare il sapere, il sapere potrà bene “pubblicizzare” (cioè rendere pubblico, plurale e condiviso) il proprio dissenso.

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