Mumbai al mattino è coperta da una sottile nebbiolina, che con il passare delle ore cede il posto a uno smog spesso e giallastro. Alle 8 c’è già la coda nella caffetteria dove molti dei partecipanti consumano i loro pasti. L’attesa è nell’aria. Tutti, specialmente i delegati asiatici, vogliono vedere cosa succede adesso, dopo la festa d’apertura e i primi discorsi. Appena il sole buca la nebbia e fa salire la temperatura, il primo corteo arriva nel Nesco ground, lo spazio dove tutto accade, in questi giorni frenetici.
La grande Western Expressway, l’autostrada urbana che taglia Mumbai e fila a nord, verso il Gujarat, è più trafficata del solito. Cioè in modo assolutamente inverosimile. Alle migliaia di rickshaw, di taxi gialli e neri, di moto, di smarmittati camion multicolore, di auto private ermeticamente chiuse, di eroiche biciclette, si aggiungono i pulmann delle organizzazioni indiane, che scaricano decine di delegati, i taxi che portano gli europei, i nordamericani, i latinoamericani…la difficoltà della lingua e della contrattazione sul prezzo rende tutto ancora più caotico. Si comincia.
Oggi c’è la fretta familiare di altre occasioni simili, degli altri forum, quando non si sa dove andare prima, non si trova un amico o si perde per pochi secondi un intervento atteso da giorni. Ma la fretta familiare si alterna allo stupore continuo di chi per la prima volta si trova in questo turbinio di idee, campagne, petizioni, volantini, discorsi, musiche, artigianato, libri… L’entusiasmo è contagioso. Tanto che anche qualcuno dei “veterani” di mille e un Forum, si lascia prendere la mano e pensa che, in fondo, ne valeva la pena. Anche quest’anno, che pure bisogna prendere le cuffie per avere tradotti gli interventi in hindi, maharati, coreano o giapponese. Lingue di cui, lo scopriamo adesso, sentivamo la mancanza.





