Carta Day

Edit2008

Carissimi lettori, molti di voi ci stanno chiedendo: Carta vivrà? Il fatto è che un mese e mezzo fa abbiamo chiesto urgentemente duecento o più «quote», o abbonamenti molto sostenitori, da 500 euro, spiegando che il nostro bilancio 2007 era a rischio, la certificazione era in bilico e il pericolo era di perdere i contributi pubblici alle cooperative. Bene, possiamo dire che, in così breve tempo, la risposta è stata straordinaria, gli annunci [se non ancora i versamenti] di nuove «quote» si avvicinano molto alla cifra che abbiamo chiesto, e se continueranno ad arrivare anche in questi prossimi due mesi ai certificatori del bilancio potremo dire: vedete, un bel po’ di gente ci vuole bene e ci aiuta, il bilancio 2007 già si è raddrizzato e quello del 2008 promette di essere ancora migliore.
Qualcuno degli amici che hanno sborsato 500 euro ci ha scritto: «Va bene, vi aiutiamo, ma voi non sparite». Non ne abbiamo alcuna intenzione: al contrario, in questi giorni stiamo lavorando come somari per corrispondere alla fiducia e all’affetto che abbiamo incassato. E rilanciamo: non sparite nemmeno voi. Il 16 gennaio, mercoledì, tornerà nel sito il quotidiano on line, che abbiamo sospeso non solo perché stiamo re-inventando il settimanale, ma anche per migliorarlo, dopo tre mesi di uscite giornaliere [e in ogni modo sul sito l’informazione, per esempio sull’incredibile vicenda dei rifiuti a Napoli, non manca, come potete vedere]. Due giorni dopo, il 18 gennaio, venerdì [ma in alcune zone del paese sabato 19, causa trasporti], sarà in edicola un Carta settimanale completamente rinnovato.
Pensiamo che un giornale non sia un monumento, ma un attrezzo per narrare, discutere, mettere in collegamento quel che nella società avviene. E ogni periodo ha le sue necessità. Questo è secondo noi il momento di scavare di più, riflettere di più, scoprire di più, insomma di connettere i tanti frammenti di esperienza e di conoscenza per disegnare i lineamenti della nuova cultura di cui abbiamo bisogno. Per fondare la democrazia del nuovo secolo, l’altra politica; e per creare uno stile di vita alternativo a quello del consumo senza limiti. Del resto, abbiamo il quotidiano e il sito, per balzare sugli avvenimenti, e non giorno per giorno ma ora per ora. Perciò stiamo lavorando a un settimanale più disteso, più raccontato, più leggibile e più durevole di quello che abbiamo fatto fino al 2007.
Non anticipiamo nulla, sarà una sorpresa, giudicherete voi. Ma, appunto, vi chiediamo di non sparire, voi che ci avete offerto i vostri 500 euro, o un abbonamento, o la regolarità nell’andare in edicola, voi che usate questo sito ma non leggete che saltuariamente il settimanale cartaceo, o magari non lo leggete affatto, voi associazioni, reti, comitati cittadini, movimenti, circoli di partiti di sinistra, comunità cristiane, insomma voi, i nostri amici. Vi chiediamo di fare del 18 gennaio il Carta Day, di andare tutti in edicola a chiedere il settimanale, e di invitare i vostri compagni e amici a fare altrettanto. Una «spallata» al muro della distribuzione, un atto di disobbedienza molto civile: questo stiamo chiedendo.
In parallelo al rinnovamento, di per sé già molto laborioso, del settimanale, ci siamo immersi in un lavoro minuzioso, che consiste nel disegnare tutta la mappa della distribuzione in edicola, oltre 150 «zone» servite da altrettanti distributori locali, e circa 7 mila edicole in cui Carta è [dovrebbe essere] presente. Per ciascuna di queste aree, prendiamo contatto con il distributore locale [con l’aiuto di Reds, la società di distribuzione nazionale, la cooperativa che distribuisce anche il manifesto quotidiano] e con il maggior numero di edicolanti [in questo sito potete trovare l’elenco completo, città per città, di queste edicole]; dopo di che chiediamo a soci, abbonati, amici, associazioni, a chiunque sia disponibile, di segnalarci i problemi o le opportunità edicola per edicola, di andare tutti a comprare il settimanale il 18 gennaio, e di dirci nei giorni successivi se il giornale c’era, se non si trovava, se era esaurito, ecc. Quel giorno faremo una tiratura doppia rispetto al normale, proprio per essere reperibili. Pensiamo di poter ottenere, in questo modo: a] un piano di distribuzione più realistico e fondato; b] le potenzialità di vendita in edicola di Carta; c] una pressione su edicolanti e distributori locali che dice: Carta, anche se è un piccolo giornale, ha lettori che lo cercano.
Senza esagerare, affrontiamo il sistema della distribuzione dei giornali, che è uno dei principali problemi della libertà di stampa in Italia, con lo spirito di un microscopico Davide che sfida alcuni giganteschi Golia [i grandi giornali, che dominano la scena e inducono edicolanti e distributori locali a trattare i piccoli giornali come residui inutili], e pensiamo che una tale pressione dal basso, se funzionerà e se diventerà una buona abitudine di movimenti e reti sociali, può aprire la strada anche ad altri giornali come il nostro.
E’ tutto? Ma no, è noto che siamo un po’ matti, noi di Carta. Con il secondo numero del nuovo settimanale sarà in edicola il libro di Chiara Sasso e Claudio Giorno [tema: come i valsusini si sono moltiplicati in ogni angolo d’Italia, fino a Pianura, Napoli]. La nostra nuova sala per dibattiti, proiezioni, corsi ecc., nella sede romana appena inaugurata, presenterà presto una programmazione molto interessante. A Roma e nel Lazio, come nel nord est, proseguirà il lavoro di CartaQui [diventeranno due inserti dentro l’edizione nazionale del settimanale], e altre possibilità si stanno aprendo in altre regioni. Insomma, non stiamo affatto sparendo, in nessun senso. Siamo anzi certi che, nonostante tutto, il 2008 sarà un anno molto vivo. Ma, come sempre, Carta esiste se lo volete voi.

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