Hic sunt rom

Il Corriere della sera di oggi annuncia l’esito, ancora incompleto, del censimento dei campi rom di Roma. Dice che «in tre mesi cinquanta valorosi volontari della Croce Rossa [affiancati da pattuglie discrete dei carabinieri] hanno cercato di dare un volto ai rom di Roma». Cosa ha scoperto il censimento? Quello che già tutti sanno: che i rom a Roma sono tra i sei e i settemila, che le loro condizioni di vita nei campi sono a dir poco precarie e che molti bambini non riescono ad andare a scuola, anche «grazie» ai continui trasferimenti avvenuti di recente. È il caso, ad esempio, dell’ex insediamento di Foro Boario, poi trasferito a Tor Vergata e ora ritrasferito nel municipio X.
Quanto al «discreto affiancamento», ecco cosa denunciano al prefetto Mosca, Arci di Roma, Arpj Tetto, Topica Onlus, Gruppo Everjone e l’Antica sartoria rom: «Molti insediamenti già visitati dalla Croce Rossa hanno ricevuto la visita inaspettata di unità miste, composte da giovani militari della Folgore in tenuta mimetica e generalmente guidati da almeno un poliziotto del corpo della Polizia Fluviale. Alcuni dei residenti controllati sono stati portati in questura, dove hanno passato diverse ore, a volte la notte intera, in attesa del controllo dei documenti. In molti casi c’è stato raccontato di vere e proprie violenze gratuite contro le persone e le cose: tende tagliate, materassi e coperte gettate via, uomini picchiati. L’obiettivo era sempre lo stesso: annunciare l’imminente distruzione totale dell’insediamento e ventilare ritorsioni ben più gravi per chi avesse deciso di rimanere nel campo. E questo è effettivamente successo. Decine di baracche nella zona della Magliana e di Ponte Marconi sono state abbattute a calci e le persone costrette alla fuga spesso senza nemmeno avere il tempo di recuperare gli oggetti personali o almeno una coperta per la notte». Hic sunt leones.

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