L’imboscata
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Esplosione in Nigeria, in un oleodotto gestito dall’Agip (gruppo Eni) cruciale per l’approvvigionamento di petrolio. La struttura e’ stata fatta saltare in aria. ’C’e’ stato un attacco e la produzione, se ho ben compreso, e’ stata interrotta’, ha riferito una fonte industriale che ha voluto mantenere l’anonimato. L’attacco si e’ verificato nello stato di Bayelsa, nel sud del Paese. Secondo gli ultimi dati, le azioni dei guerriglieri nella regione petrolifera del Delta del Niger sono costate alla Nigeria 60 mila barili al giorno nel mese di giugno. Ufficialmente, però, l’Eni dice che le cause della perdita di pressione nei due oleodotti sono «ancora da verificare». Il gruppo Eni ha confermato che la scorsa notte le pipeline nigeriane di collegamento tra la flowstation di Tebidaba e il terminale di Brass e tra la flowstation di Ogbambiri e quella di Tebidaba, hanno subito un improvviso calo di pressione. Di conseguenza, la produzione [47 mila barili di greggio al giorno complessivi, di cui 8 mila in quota Eni] è stata temporaneamente sospesa e sono state immediatamente attivate le unità dedicate al ripristino delle attività. Con questa ultima riduzione della produzione, la Nigeria rischia di essere «declassata» a secondo produttore di greggio africano, superata dall’Angola, dato che la produzione complessiva rischia di scendere sotto i 2 milioni di barili al giorno.
NoNews del 30 Agosto 2008
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