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Sempre più comuni stanno provvedendo a multare le prostitute che esercitano in strada e i loro clienti, mentre proseguono le violenze ai danni di chi si prostituisce. Pubblichiamo di seguito un comunicato del Comitato per i diritti civili delle prostitute di Pordenone, attivo da anni di difesa dei diritti delle lavoratrici del sesso.
Le notizie che stanno arrivando quotidianamente sul versante della prostituzione non possono che creare un grande allarme e una terribile sensazione di insicurezza.
Riceviamo moltissime mail e telefonate da clienti e sex workers che sono preoccupati per le misure che i sindaci intendono avviare con decreti e delibere.
La prima preoccupazione è quella delle molte persone che vivono con l’unica risorsa che hanno: il proprio corpo e la disponibilità di usarlo per offrire servizi sessuali in cambio dei mezzi per vivere.
Ci viene chiesto dove sarà possibile lavorare, e perchè si continuano a chiudere gli appartamenti alle colleghe che lavorano in casa mettendole sulla strada, quando si vuole liberare le strade e si aumenta la repressione. Ci chiedono come faranno a mangiare e pagare l’affitto?
Le altre chiamate ci arrivano da clienti arrabiati, ma che lungi da essere dei criminali, sono bensì figli, padri o mariti che desiderano solo avere qualche minuto di relax, senza per questo mettere in crisi nè la famiglia nè il bilancio familiare e non capiscono perchè i nostri amministratori e governanti che non sembrano proprio dei casti in odor di santità vogliano impedire ai cittadini di divertirsi. Anzi sono convinti che i Comuni vogliano rifarsi delle entrate perse per la cancellazione dell’ICI e così abbondino con le multe a tutto campo.
Intanto giunge drammatica la notizia che un transessuale viene massacrato e ucciso: si trovava su una via periferica di Milano, aprezziamo che le telecamere aiutino ad arestare i colpevoli ma sarebbe di gran lunga meglio che si potesse garantire la sicurezza delle persone prima che vengano ammazzate. O forse di questi giorni non si considera più degni di sicurezza chi ha abitudini “non convenzionali” secondo i parametri del nuovo corso? Peggio non si considerano più PERSONE chi appartiene a “certe categorie” definibili “degradanti”. Ma come si può essere ad un così basso livello di rispetto dei Diritti Umani e della Dignità delle Persone e ritenersi un Paese civile e fra i primi del mondo? In pochi mesi in Italia sono spariti i soggetti marginali e in difficoltà, ora nelle nostre città rischiamo di non avere più esseri umani con le loro storie e il loro bagaglio di vita, ma solo qualche soggetto degradante ridotto a “oggetto da bonificare” come palesava oggi Paolo Guzzanti su Il Giornale.
Restano molti dubbi sulla Costituzionalità dei provvedimenti nonostante le ordinanze siano promosse sulla base della recente legge sulla sicurezza. Si vedrà quando chi viene colpito comincerà a fare ricorso e i Comuni si vedranno “ridimensionati”. Avvocati sono pronti a procedere in difesa del diritto delle lucciole e dei loro clienti.
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Salviamoci! …ma da che cosa, verrebbe da chiedersi. La storia è lunga e particolare e per salvarsi occorre usare la testa, pensare attraverso schemi diversi, riorganizzare il pensiero. La canapa è al centro della storia del corto/documentario Salviamoci. Due generazioni a confronto, due forme di pensiero.. o forse no!



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