Il dispotico regno di Sarkò
L'inchiesta sulla morte di Nugnes fa tremare la politica campana
Con Bush a Poznan, deboli le aspettative dalla conferenza sul clima
Un capitolo particolarmente doloroso quello dei cambiamenti climatici. Secondo quanto affermano gli esperti riuniti a Stoccolma, gli sconvolgimenti del clima mettono seriamente a rischio le risorse idriche della regione dell’Himalaya, dove è in gioco la sussistenza di 1,3 miliardi di persone.
“I ghiacciai dell’Himalaya si ritirano più rapidamente che in qualsiasi altro luogo al mondo. Indietreggiano di 70 metri all’anno” ha spiegato Mats Eriksson, responsabile del programma per la gestione dell’acqua al Centro internazionale dello sviluppo integrato delle montagne. Sulla stessa linea Xu Janchu, direttore del Centro studi dell’ecosistema montano in Cina, secondo il quale i cambiamenti climatici danneggiano la regione dell’Himalaya, che si estende fra Cina, India, Nepal, Pakistan, Birmania, Bhutan e Afghanistan. Xu Janchu ha affermato che le temperature sull’altopiano tibetano sono aumentate di 0,3 gradi ogni dieci anni, cioè “il doppio della media mondiale”. L’impatto è significativo nella regione dove ghiacciai e neve offrono il 50% dell’acqua che scende dalle montagne e alimenta i più grandi fiumi dell’Asia.
I servizi igienici
Dalle riunioni di Stoccolma emerge che venti milioni di persone nell’Unione europea non hanno accesso a servizi igienici adeguati, con gravi conseguenze per la loro salute. I primi a essere interessati, come denunciano le organizzazioni non governative locali, sono i Paesi del blocco dell’Est, ma casi isolati esistono anche in Europa occidentale, in Francia, in Irlanda e nei Paesi mediterranei.
“Pensiamo spesso che in Europa vivano solo ricchi che non hanno questo genere di problemi” ha spiegato Sascha Gabizon, presidente dell’ong “Donne in Europa per un futuro comune”. In Bulgaria il 42% della popolazione abita in zone rurali dove solo il 2% delle abitazioni ha un sistema di fognatura a scarico diretto. In Romania, 10 milioni di persone vivono senza canalizzazione dell’acqua e in campagna solo il 15% degli abitanti ha a disposizione l’acqua corrente. Le conseguenze per la salute sono enormi, considerando che gli escrementi accumulati nel suolo finiscono nel terreno e inquinano i pozzi e i fiumi circostanti, che poi forniscono l’acqua impiegata dagli abitanti della zona per lavarsi e cucinare. Basti pensare che il tasso di nitrati previsto è di 50 milligrammi per litro, invece in alcune zone della Romania tocca i 500 miligrammi.
Per i prossimi cinque anni, la Ue ha previsto fondi per 336 miliardi di euro nei Paesi membri più bisognosi, di cui 18 miliardi destinati proprio a migliorare le condizioni igienico-sanitarie. “Per una soluzione immediata – ha concluso Gabizon – sarebbero necessari meno di 480 milioni”.
Diverso il discorso per le città. Una direttiva impone a quelle con più di 10 mila abitanti di essere adeguatamente attrezzate dal punto di vista dei servizi igienici. Questo, come ha spiegato una ong bulgara, fa sì che i fondi vengano indirizzati lì a discapito delle campagne.
Le guerre per l’oro blu
Dal lago al Ciad al fiume Mekong, sono 263 nel mondo i corsi d’acqua transfrontalieri, cioé condivisi da almeno due nazioni. Ma in nessun caso hanno finora scatenato guerre. I temuti conflitti per l’oro blu sembrano dunque molto lontani. Questo quanto emerge dai dati presentati a Stoccolma, che mostrano anzi come intorno ai 263 fra laghi e fiumi che attraversano i confini di almeno due nazioni stiano nascendo forme di collaborazione. “Quello che sta diventando sempre più evidente è che quando l’acqua è scarsa o condivisa da più Paesi, si verifica una tendenza alla cooperazione”, ha osservato il responsabile dell’Unità acqua della Fao, Pasquale Steduto. Quest’anno la Fao ha la presidenza del programma delle Nazioni Unite sull’acqua, “Un-water”.
“Il problema della condivisione di un corso d’acqua consiste nel ripartire risorse e benefici”, ha detto Steduto, e “per ora non si riscontra alcuna tendenza al conflitto”. Si calcola che l’oro blu sia al centro di oltre 200 trattati bilaterali e internazionali stipulati negli ultimi 50 anni. Oggi sono 145 i Paesi confinanti che condividono fiumi o falde acquifere superficiali. Gli episodi di violenza tra Stati per questioni legate all’acqua sono 37, dei quali 30 avvenuti nel Medio Oriente.
NoNews del 2 Dicembre 2008
| 17:25 | Ilva. Morte operaio, 24 a giudizio [...] |
| 17:24 | Acerra. Al via test su prima linea inceneritore [...] |
| 16:58 | Software libero. Arriva openCd [...] |
| 16:58 | Occupazione. Cisl: 900 mila posti in meno nell'industria [...] |
| 15:40 | La Rabbia Degna [...] |
| 15:32 | Il Grande Cortile [...] |
| 13:42 | Milano. Deraglia treno metro, Codacons diffida Moratti [...] |
| 13:33 | Discarica Malagrotta. 5 dicembre prima udienza del tribunale del riesame [...] |
| 12:48 | La Russa, militari in ogni capoluogo [...] |
| 12:12 | L'11 dicembre manifestazione contro tagli alle rinnovabili [...] |
| 11:54 | Onu: «Almeno 20 morti annegati a largo dello Yemen» [...] |
| 11:48 | Roma. Irruzione della polizia in tre insediamenti rom «non autorizzati» [...] |
| 11:19 | Clima. Marcegaglia: "Governo ponga veto se pacchetto Ue non cambia" [...] |
| 11:07 | Clima. Blitz di Greeenpeace a Varsavia contro centrali a carbone [...] |
| 11:00 | Palermo. Occupazione simbolica presidenze facoltà [...] |
| 10:45 | Alitalia: Scajola, al via dopo Natale [...] |
| 16:49 | Dl sanità. Camera pone la fiducia [...] |
| 11:40 | Clima. Si apre oggi la conferenza di Poznan [...] |
| 11:33 | Elezioni in Romania, il centro destra verso la vittoria [...] |
| 10:39 | Mumbai. Nella notte mille candele e un corteo di pace [...] |
La bottega di Carta
Abbonatevi
Abbonatevi a un giornale morto ammazzato
"Narmada" calendario 2009
Il nuovo e bellissimo calendario di Carta 2009 con foto
di Danilo de Marco e testi di Erri De Luca e Medha Patkar.
Prenotalo, lo riceverai entro il 15 Novembre.
Salviamoci
Salviamoci! …ma da che cosa, verrebbe da chiedersi. La storia è lunga e particolare e per salvarsi occorre usare la testa, pensare attraverso schemi diversi, riorganizzare il pensiero. La canapa è al centro della storia del corto/documentario Salviamoci. Due generazioni a confronto, due forme di pensiero.. o forse no!



utilizza il


