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Cartanews081202
 
Editoriale

Il dispotico regno di Sarkò

Sarah Di Nella
Rinchiudere i folli, i senza tetto e i contestatari. Schedarli sistematicamente. Aprire la porta del carcere ai minori di dodici anni. Sono alcune delle misure più clamorose previste dalla «società disciplinaria»... [continua]
Articolo

L'inchiesta sulla morte di Nugnes fa tremare la politica campana

Tonia Limatola [02-12-2008]
La morte dell'ex assessore comunale di Pianura [Napoli], Giorgio Nugnes, potrebbe nascondere una «tangentopoli» napoletana. Il Comune e i vertici della procura smentiscono e il presidente Giorgio Napolitano prende le distanze dalla classe politica campana. [continua]
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Con Bush a Poznan, deboli le aspettative dalla conferenza sul clima

Ips notizie, Antonio Marafioti [02-12-2008]
Poche le attese di risultati significativi per la conferenza sul clima di Paznan, visto che la squadra che rappresenta gli Stati Uniti è la stessa di Bali 2007 e la leadership americana «è ancora nelle mani del presidente uscente». Ne è convinto Walden Bello, premio Nobel e direttore esecutivo del Focus on the Global South. [continua]
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Venerdi 10 Ottobre 2008 :: ore 11:59
Afghanistan. Pentagono: "Sempre peggio"

Le cose in Afghanistan vanno sempre peggio. Lo aveva anticipato il comandante delle forze britanniche nel Paese e lo ha confermato l’intelligence statunitense in un rapporto anticipato dal New York Times e dal Washington Post.
Il documento, messo a punto da tutti i servizi segreti dei vari ministeri e forze armate, avverte che l’anno prossimo le cose sono destinate a peggiorare, come ha confermato il capo di stato maggiore congiunto americano dopo le indiscrezioni sul rapporto. Le agenzie di intelligence puntano il dito contro la corruzione, il traffico di droga e l’insorgenza che sono una minaccia concreta al fragile governo di Hamid Karzai.
“Le cose su tutto lo scacchiere non vanno nella giusta direzione” ha detto l’ammiraglio Michael Mullen, “e l’anno prossimo, se non faremo fronte a tutte queste sfide, andranno peggio”.

Il New York Times riporta le valutazioni del National Intelligence Estimate (Nie) che mette in dubbio le capacita’ di Karzai di far fronte alla guerriglia talebana. Un portavoce del Nie non ha voluto riconoscere l’esistenza del rapporto, mentre una fonte dell’intelligence ha detto che e’ ancora in una fase di sviluppo e che e’ “troppo presto per trarre alcuna conclusione”.
Condoleezza Rice, che ha detto di aspettarsi di essere aggiornata al piu’ presto sulle valutazioni dei servizi, si e’ limitata a un commento laconico: “posso solo dire che l’Afghanistan e’ un posto difficile che dal 2001 ha fatto progressi. Tutti abbiamo parlato delle nuove circostanze che si sono create e stiamo facendo una revisione per stabilire cosa si puo’ fare” ha detto. La Casa Bianca ha gia’ affidato al generale Douglas Lute, del Consiglio di sicurezza nazionale, il compito di rivedere la strategia americana in Iraq e Afghanistan. Il Dipartimento di stato si e’ impegnato a fare di piu’ per i Provincial Reconstruction Team – esperti civili che, scortati dai militari, si occupano della ricostruzione del Paese – ma il generale David McKiernan, comandante in capo in Afghanistan, aspetta ancora le quattro brigate operative e le forze di supporto (per un totale di 20mila uomini) che ha chiesto al Pentagono.
I militari sono gia’ consapevoli della necessita’ di una soluzione politica, specie ora che la corruzione e il traffico di droga hanno minato la fiducia dell’opinione pubblica nel governo di Kabul. Il crollo dell’autorita’ centrale, avverte il Nie, e’ stato accelerato dalla corruzione che impera nel governo Karzai e dagli attacchi sempre piu’ numerosi e sofisticati che vengono dai rifugi su cui la guerriglia puo’ contare in Pakistan. Il Washington Post si spinge oltre e riporta la distinzione tracciata dal Nie sulla guerriglia che fa base in Pakistan: estremisti locali alleati dei miliziani del Kashmir; Talebani afghani; gruppi tribali alleati di altre fazioni. “Al Qaeda” si legge nella bozza del Nie, “e’ composta perlopiu’ da arabi, e sempre di piu’ da uzbeki, ceceni e altri originari dell’Asia centrale. Sta in cima alla piramide, fornisce denaro e mette a disposizione campi di addestramento in cambio di rifugi sicuri”.

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