«Buio Re» di Fortebraccio Teatro

Latini-buio_re
Roberto Latini

Dal 6 all’11 di maggio è andato in scena al Teatro Vascello di Roma “Buio Re” di e con Roberto Latini – Fortebraccio Teatro. Uno spettacolo incentrato sul buio, che parte dal mito edipico per ritornarci attraverso una serie di suggestioni di voci e [video]proiezioni ben lungi dal fermarsi al mero livello epidermico, alla sfera dell’estetico autoreferenziale. Non a caso il sottotitolo dello spettacolo è “da Edipo a Edipo in radiovisione”. In scena, oltre allo stesso Latini, Sebastian Barbalan, Alessandra Cristiani, Annapaola Vellaccio.
Fin dall’inizio colpisce l’incisività della scena disegnata da Pierpaolo Fabrizio: un’area circolare attraversata da una piattaforma di legno, replicata in verticale da una ruota-schermo. Una doppia circolarità attraversata da una linearità scura: il tempo del mito lacerato dalla linearità del tempo moderno, che a sua volta però è inscritta in un cerchio. Le dinamiche del mito, dunque, disperse in una frammentazione che si astiene da tentazioni autoreferenziali, ricompaiono nelle scelte visive/visionarie. All’interno di questa doppia circolarità si inscrivono i frammenti del mito classico che si rincorrono nella gestualità compulsiva di Latini, e nelle visioni testuali caratterizzate della scelta potentemente lucida ed estraniante dei vocaboli. Tutte le voci, microfonate o registrate, regalano suggestioni di particolare intensità; un’intensità che giunge all’apice nel momento in cui la recitazione di Latini si fa dura e veemente, entrando in simbiosi con le bellissime musiche di Gianluca Misiti [un misto di musiche elettroniche in grado di scuotere lo spettatore e di proiettarlo all’interno della “radiovisione”].
Questa personale rilettura del mito edipico fatta da Latini non è dunque semplicemente uno dei tanti spettacoli troppo dipendenti dalla scelta di riattingere al mito. “Buio Re” brilla di una sua propria luce [o della sua propria oscurità] e la sua ruota di suggestioni avvolge lo spettatore fino alla fine.

Visto a Roma, Teatro Vascello, 10 maggio 2003

Tags assegnati a questo articolo: teatro

Mail_long
20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abdul abiti puliti aborigeni acqua Afganistan Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids alitalia altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina Americhe 2004 animalisti Annapolis antifascismo antimafia antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi Atene 2006 atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Bamako banca Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni Bergamo bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein bollywood Bologna borse Brasile brimania Britel Bulgaria bussolengo Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali Caracas Caracas 24/29 gennaio carbone carcere carovita Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiaiano chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città cittadinanza clandestini clandestino clima Colombia comboniani commercio commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione Congo conoscenza consumi consumo critico contadini controvertice cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi crisi alimentare crisi finanziaria critical mass Cuba curdi dal molin De Gennaro Deavos