L’artigliere ventenne Mingolla combatte «all’interno di una zona che le cartine geografiche più recenti chiamano Libero Guatemala Occupato». Commenterebbe il sub-comandante Marcos che siamo di fronte a un ossimoro. Mingolla, al servizio degli Usa, sedicente impero del bene, pensa di essere intrappolato, come i popoli dell’America centrale «tra i due poli della magia e della ragione, la vita governata dalla politica dell’ultra-reale, lo spirito dominato dai miti e dalle leggende, col massiccio rettangolo computerizzato del Nord America sopra di loro e il mistero continentale del Sud America a forma di conchiglia».
«Realismo magico» è una definizione che fa pensare soprattutto al grande Manuel Scorza ed altri scrittori-scrittrici dell’America latina. Ma con una lieve modifica–«realismo fantascientifico»–può definire molti libri e racconti dello statunitense Lucius Shepard.
Un autore non particolarmente prolifico ma assai interessante che in Italia è da sempre trascurato. Godetevi dunque il breve ma pregnante «Piste di guerra»: grazie a Delos Book che di Shepard già aveva offerto – stessa collana, a prezzi accettabili – un interessante «Solitaire Station».
America centrale dunque: gli Usa infognati in un Vietnam bis con una tecnologia assolutamente superiore che non riesce a piegare in un conflitto assai strano. «In una guerra dove si distribuivano droghe per il combattimento e in cui gli occultisti predicevano le mosse del nemico, tutto era possibile, persino micro-circuiti per potenziare la vista». Tutte e tre queste stranezze sono veritiere: drogare i soldati è antica abitudine, occhi o lenti speciali sono nel bagaglio dei soldati d’oggi e quanto all’occultismo beh l’ex attore che divenne presidente, tal Ronald Reagan, aveva una maga come principale consigliere per la politica estera.
Bella la prefazione di Salvatore Proietti che ci guida nei meandri delle fanta-guerre e di passaggio lamenta che il titolo originale di questo libro [«R & R»] sia pressoché intraducibile.
Verso la fine del libro l’incontro con Tio Moses apre a chi legge nuove prospettive per capire gli intrecci perversi fra guerra ed economia in quello che si fa chiamare impero del bene. Del resto in questi giorni, il film «American Gangster» ci ricorda che durante la guerra del Vietnam l’eroina asiatica arrivava negli Stati Uniti dentro le bare dei soldati caduti in Vietnam. Verità sconcertante nonché metafora straordinaria.
Se questa «mescolanza di orrido e banale», di guerre e droghe quasi del presente ma un po’ già del futuro prossimo vi ha affascinato e cercate altri libri di Shepard guardate su qualche bancarella se trovate il romanzo «Settore Giada» [del 1987]. Ma è corretto avvisarvi che delle 5 parti che costituiscono il libro… la prima l’avete già letta, appunto è «Piste di guerra».
Tags assegnati a questo articolo: fantascienza






