«Stella variabile» è scritto a quattro mani da una coppia impossibile cioè Robert Heinlein e Spider Robinson. Sarà bene sottolineare la definizione “coppia impossibile” perché Heinlein è morto nel lontano 1988 e Robinson ha completato il romanzo nel 2006. La spiegazione del mistero è data all’inizio del libro perciò… si passi oltre.
La trama. Diciamolo come un annuncio: “cercasi volontari per lungo viaggio in nave spaziale a scopo colonizzazione”. Se prevedete casini a cascata prima di partire e durante la lunghissima odissea… avete pienamente ragione.
Strano libro. Parte piano e pur restando sempre piacevolissimo quanto a trama sembra non decollare. Così si arriva intorno a pagina 250 con la certezza che il pregio del romanzo è tutto nella scrittura, nei personaggi, nelle battute, nelle stupende divagazioni musicali. Poi all’improvviso le pagine sembrano in preda a un attacco epilettico o se preferite è come se una santabarbara esplodesse: convulsioni e boati, colpi di scena a ritmo da videoclip. Si arriva alla fine felici ma esausti,con il cuore in affanno. E’ come aver letto due esperimenti sulla stessa trama: entrambi riusciti ma tanto è pacato il primo quanto è frenetico, tarantolato il secondo.
Il libro costa 15 euri per 384 pagine, lo pubblica Armenia in una bella traduzione di Salvatore Proietti che deve avere sudato freddo per i continui giochi di parole. Nella sua postfazione Proietti spiega come e perché Robinson ammicchi alla fantascienza precedente. La nostalgia, in un’operazione del genere, esiste per definizione e i fans potrebbero divertirsi a trovare 100 riferimenti a romanzi e racconti di Heinlein [e non solo lui].
Naturalmente Robinson ci mette del suo e quando a un certo punto incontrerete l’ombra dell’11settembre beh… guardate che figura fanno le tesi di quel macaco che è, ancora per poco, presidente degli Stati Uniti. E’ scritto proprio così: «erano una superpotenza e monoteista… regredirono a un comportamento tribale scimmiesco…. Provocarono un guerra religiosa globale che minacciò di riportare letteralmente il mondo alla barbarie». Chissà se sarebbe piaciuto questo anti-militarismo al vecchio Heinlein che era politicamente un «signor confuso», sempre oscillante fra impennate libertarie e abissi fascistoidi.
Qualche altro accenno agli eventi? Telepatia, la strana professione dei «relativisti», geniali giochini di punteggiatura, ricchi cialtroni, il rasoio di Occam. Tanta musica da David Crosby a Sun Ra, da Jobim a Roland Kirk, da Philip Glass a Stan Getz. La scienza da Borh a Einstein e Tesla. L’amore che sfida i secoli e in chiusura un mistero.misterissimo che potrebbe far presagire la seconda puntata.
Insomma, prendete fiato e immaginate un arzillo Heinlein e un pimpante Robinson al posto delle gemelle Kessler. Fatto? Ora canticchiate con me e con loro «La galassia è piccola per noi, troppo piccolina».
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