Prosegue il piano di dismissione dei teatri gestiti dall’Eti [Ente teatrale italiano], avviato un anno fa dalla direttiva dell’ex ministro dei beni culturali Francesco Rutelli. Nell’incontro con le organizzazioni sindacali dello scorso 8 aprile, l’ente ha abbandonato l’ipotesi di ricollocazione del teatro Valle all’interno del nuovo polo comunale, che coinvolge i teatri Argentina, India, Quarticciolo, Tor Bella Monaca, Ostia Lido. Per quanto riguarda il teatro Quirino, si fa largo l’ipotesi dell’utilizzo del personale in un altro spazio teatrale della capitale. Secondo il direttore generale dell’Eti, Onofrio Cutaia, «al momento, nessun ente locale ha dimostrato un reale interessamento per una ricollocazione pubblica del Teatro Quirino». Per queste ragioni, l’Eti sta pensando alla formula della «concessione di servizio», una soluzione che, formalmente, mantiene la titolarità e il controllo della gestione all’Eti. In realtà, non è altro che una forma mascherata di cessione di ramo d’azienda. Il bando europeo dovrebbe contenere un progetto in grado di garantire gli standard qualitativi dell’offerta culturale e l’obbligo per la nuova proprietà di tutelare il mantenimento dell’attuale livello occupazionale. I sindacati criticano l’operazione perchè «disattende l’indicazione principale dalla direttiva ministeriale, che non prevedeva la cessione ai privati».






