Mono-maniaci drizzate le orecchie. Si parla di super-fans della fantascienza è ovvio, non di altre manie. Vi consiglio di acquistare «La fantascienza a test» [Alpha Test editore, 184 pagine per 11,50 euri] di Andrea Bernagozzi. E poi mi permetto di sfidarvi a rispondere alle domande… ovviamente senza barare. Se volete un punto di partenza [come nelle cronometro di ciclismo, no?] io ho sbagliato solo una dozzina di risposte.
E se non siete maniaci veri ma solo vagamente incuriositi dalla fantascienza? Magari anche per colpa [o merito?] di codesta rubrica? Beh, acquistatelo lo stesso: l’astronomo Bernagozzi con la complicità del vignettista Giovanni Tannini ha confezionato un libretto tre D–divertente, dotto, didattico – che può essere davvero un’ottima introduzione per i profani. Tanto per riciclare un paio di citazioni del libro: non dimenticate che «La fantascienza è un tentativo di trattare razionalmente possibilità alternative in un modo che sia divertente» [così Lester Del Rey] e che «Voi scrittori di fantascienza siete gli unici così pazzi da sapere che la vita è un viaggio nello spazio e neanche tanto breve perché durerà un miliardo d’anni» [così invece Kurt Vonnegut, grandissimo scrittore anche sul versante fantascientifico].
Ogni risposta è una piccola storia e spesso una sorpresa. Qualche nome? Da – è ovvio – Isaac Asimov a Normand Spinrad passando per Bacone, Hitler, Doris Lessing e il censuratissimo Swift, sì quello di Gulliver. Oppure da Alfred Bester al grande Theodore Sturgeon facendo tappa per Octavia Butler, Arthur Clarke e quel Robert Sheckley che venne giustamente definito «Voltaire and soda». Quesiti facili e tosti. Persino tra i fans non tutti sanno cos’è il Gruppo Sigma o ricordano perché il numero 42 sia risposta così maledettamente importante. Chiuso il libro saprete persino chi è il leggendario Alan Smithee [c’entra con la fantascienza? Forse no] e che un grande romanzo – da noi però pressoché ignoto – del 1975 si svolge a Napoli, nei pressi di una pericolosa fabbrica di sostanze chimiche.
La struttura del libro si basa su 11 sezioni, dal «Primo contatto» ai robot, navigando per «Assurdi universi» e visioni pericolose, senza scordare la «Galassia che vai» [con una vicenda che tutti i nonviolenti dovrebbero leggere] o la discussa questione se i dischi volanti possano scegliere Lucca come luogo d’atterraggio…
A questo punto dovrei cedere il mouse al quasi mono-maniaco che è in me, protestando contro Bernagozzi perché ha troppo lodato X, ha dimenticato Z e non ha abbastanza incensato Y. Ma questa è una faccenda privata e me la vedrò con Bernagozzi, in duello all’alba dietro il solito asteroide con due giudici ad hoc: ho chiesto a Valerio Evangelisti di farmi da padrino mentre il mio avversario credo si avvarrà del perfido Bruce Sterling. Siamo indecisi se batterci a colpi di laser puzzolenti o di quiz. Dovessi perdere, questa rubrica passerà a Bernagozzi: peggio per voi che dovrete sopportare il suo accento milanese-triestino e i 15819 quiz che ha ancora in serbo. E magari pure in serbo-croato.
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