Vi racconto il Comicon

Comicon
locandina

«Il Comicon nasce un pomeriggio non meglio precisato della primavera del 1998, nel retro del glorioso Infinity Shop, una libreria specializzata che avevo aperto insieme ad un amico, Dino de Matteo, un paio di anni prima».
A parlare è Claudio Curcio, uno degli inventori di questa manifestazione, che è oggi tra le più interessanti del settore. «Erano ormai alcuni anni che a Napoli non si svolgeva più la Fiera del Fumetto – prosegue Claudio – e allora la mia passione per la nona arte e per le splendide location della nostra città, mi hanno fatto, molto irresponsabilmente, decidere che fosse arrivato il momento di realizzare qualcosa di bello a Napoli. Così, armato di solo sfrontatezza, entusiasmo e un progetto nemmeno troppo dettagliato ho proposto al Soprintendente per il Polo Museale Napoletano di realizzare un Salone del fumetto a Castel Sant’Elmo, e per mia grande sorpresa (e fortuna), in quel periodo si stava proprio cercando per lo splendido Museo di San Martino degli eventi che lo rilanciassero anche in settori diversi da quelli delle arti per così dire ‘classiche’. Così, completamente a digiuno di organizzazione di mostre, di gestione di ospiti, di rapporti con gli sponsor, di scoperti bancari, di allestimenti di stand, ci siamo lanciati, con un gruppo di clienti/amici della fumetteria, nella realizzazione del 1° Salone internazionale del Fumetto… un bagno di sangue, a livello economico, ma un’esperienza gratificante, che con un po’ di aggiustamenti e tenacia (‘capa tosta’, diciamo qui a Napoli) siamo riusciti a portare fino ai livelli che tutti conoscono; tanto che la Soprintendenza è passata dalla iniziale perplessità ad una ben più solida fiducia seguita da una convenzione pluriennale che vede inserito il Napoli Comicon nella programmazione annuale del Polo Museale alla pari delle mostre di Pittura del settecento, degli spettacoli di Musica Classica e degli eventi teatrali, potendo competere allo stesso livello in termini di affluenza e visibilità (e lo dico con orgoglio, essendo uno dei primi eventi del Museo)».

Quali rapporti avete con le istituzioni locali?

A parte la Soprintendenza che come detto è il nostro principale partner istituzionale, a partire da quella prima edizione siamo passati per tutte le tipologie di rapporto, dalla totale indifferenza, all’entusiasmo per il progetto (seguito o meno anche dal necessario supporto finanziario…), ad ogni modo devo dire che con i dovuti distinguo, sono stati molti i Presidenti, Assessori o Funzionari che negli anni ci hanno dato una mano, per questi ultimi anni devo sicuramente ringraziare l’Assessore ai Beni Culturali e Turismo della Regione Campania, sotto il cui assessorato siamo stati inseriti e che dal 2003 non ci fa mancare un concreto supporto anche e soprattutto economico. Purtroppo al Comune le varie vicissitudini politiche e la non linearità nella gestione delle attività culturali e del turismo, con vari cambi negli assessori di riferimento, non ha permesso all’amministrazione cittadina, che pure dovrebbe essere il nostro principale sostenitore, di svolgere un ruolo attivo nella realizzazione dl Salone (ma sono fiducioso nella nuova giunta).

Ogni anno riuscite ad avere grandi partner privati. Gli sponsor condizionano, in qualche maniera, le vostre scelte?

Fortunatamente (o sfortunatamente, direbbe qualcuno…) l’apporto economico dei nostri sponsor privati non è tale da condizionarci nelle scelte, nè tecniche nè tyantomeno contenutistiche, l’unico partner privato con il quale ragioniamo sui contenuti e a volte li adattiamo (ma sempre ad esigenze comuni) è Jimmy, il canale satellitare in onda su Sky, ma è chiaro come questo sodalizio faccia più che bene al Comicon essendo la programmzione di Jimmy completamente congruente con i nostri temi (ed inoltre, con loro stiamo sviluppando interessanti progetti per il futuro…).

La cosa più strana che ti è successa durante questi anni a Castel S.Elmo?
Beh, allestire gli stand di una fiera del fumetto in Castello del 1500 può già di per sé essere considerato molto strano, così come le innumerevoli nottate passate a cercare di terminare l’allestimento delle mostre in tempo per l’inaugurazione, fianco a fianco con gli autori invitati, che ti danno una mano (e parliamo di esperienze bellissime con artisti diversi: coreani, tedeschi, francesi…). Però “l’evento” che ricorderò sempre è l’interruzione da parte dei No Global dell’inaugurazione del 2003, un attimo prima che il console degli Stati Uniti potesse fare il suo intervento. Erano i tempi dell’inizio della guerra in Iraq e anche noi, che quell’anno avevamo Canada ed USA come paesi ospiti, rimanemmo imbrigliati nelle maglie della contestazione messa in piedi dall’ormai onorevole Francesco Caruso e dai suoi amici; ma tutto si svolse abbastanza pacificamente e finì con autori, pubblico e contestatori tutti insieme a mangiare al buffet!

L’edizione più bella?

Certo, mi piacerebbe dire “tutte”, ma è chiaro che, anche per motivi contingenti, alcune edizioni sono risultate più riuscite di altre: l’ultima per esempio, devo dire che ci ha dato grandi soddisfazioni, soprattutto in termini di visibilità a livello nazionale e internazionale, ma anche per quanto riguarda l’attenzione della città di Napoli, sia a livello di pubblico che di istituzioni; quella del 2005 con quasi venti autori ospiti solo da Corea del Sud e Giappone, o quella del 2003 che ha sancito il vero passaggio ad una fase “matura” del Comicon, con l’aumento delle risorse da destinare all’allestimento delle mostre, ma soprattutto a livello di notorietà internazionale, che da quell’anno ci ha fatto entrare nella lista dei principali festival mondiali. Ma se proprio devo segnalarti un’edizione, allora voglio dirti la prima, nell’ormai secolo scorso… un’edizione che sono sicuro tutti noi che ci abbiamo lavorato e tutti quelli che hanno visitato, porteranno sempre nel cuore, per la passione, e l’irresponsabilità, con cui ci siamo lanciati in quest’avventura, e che, ripeto, tutti, dagli editori agli ospiti, dai visitatori ai custodi del Museo hanno apprezzato e riconosciuto come il seme di un qualcosa di più grande…

Molti editori lamentano crisi nel mercato, secondo te cosa manca al fumetto? Operatori capaci, lettori oppure mancano proposte interessanti?

Manca, ma per quanto mi sembra di vedere in giro in questi ultimi tempi, le cose stanno cambiando, una cultura fumettistica nel nostro paese. Purtroppo se per l’80% delle persone il fumetto è una forma di comunicazione che è buona solo fino a quando si frequentano le scuole medie, non si potrà mai passare da una fase di nicchia del settore dell’editoria, a parte integrante dell’industria libraria Italiana (che detto tra noi, anche nel settore della letteratura “non disegnata” non si può si dire che non sia sempre in crisi, con il Bel Paese, puntualmente, in fondo a qualsiasi classifica di vendita di libri fatta a livello di paesi sviluppati). Ma ripeto, negli ultimi anni qualcosa si incomincia a muovere, con le iniziative dei quotidiani, con le mostre di fumetti che superano i confini angusti delle fiere di settore, grazie al traino formidabile degli adattamenti per il cinema, e a tutte quelle operazioni che possono essere considerate “popolari”, ma che allargando la base di fruitori, possano permettere a tutto il sistema di giovarne, perlomeno in un futuro non troppo lontano!

Progetti per il futuro?
Dal versante del Salone, abbiamo appena lanciato il prossimo progetto quadriennale, che grazie ad un nuovo accordo con la Soprintendenza per il Polo Museale Napoletano vedrà Comicon dal 2007 al 2010 svolgersi, sempre a Castel Sant’Elmo, in un periodo più primaverile, cioè l’ultima fine settimana del mese di aprile. Il programma culturale vedrà l’abbandono del filone dei paesi ospiti, esauritasi la lista delle principali scuole fumettistiche mondiali, per passare ad una serie di temi guida che sveleremo nei prossimi mesi, a partire dalla suggestione di fondo delle prossime quattro edizioni che sarà data dai 4 colori della stampa tipografica: ciano magenta, giallo e nero, con il Comicon 2007 che sarà quindi all’insegna del blu…
Ma al di là del Napoli Comicon, la nostra sturttura lavora anche su altri progetti paralleli: lanceremo a dicembre la manifestazione sorella di Comicon, ma dedicata a giochi e videogiochi, il Gamecon, che nella sede ideale della Mostra d’Oltremare presenterà al pubblico napletano e non solo il meglio dell’Intrattenimetno e della Cultura Ludici, poi continueremo la nostre collaborazioni con altri festival a Napoli ed in Italia, dal Napoli FIlm Festival al Festival Phoenix di Poggibonsi per il quale in aprile abbiamo curato la presenza di Enki Bilal, così come contiamo di continuare a collaborare con le Invasioni a Cosenza. E poi ancora mostre ed eventi più o meno piccoli, con un grossissimo progetto di Mostra-Evento che, incrociamo le dita, potrebbe vedere la luce tra l’autunno del 2007 e la primavera del 2008…

Un consiglio ai giovani autori di fumetti

Disegnare, disegnare e disegnare sempre, e poi frequentare i disegnatori professionisti (al loro studio o solo per un consiglio), iscriversi ad una scuola del Fumetto seria, presentare alle case editrici che producono fumetti i propri lavori senza paura di essere rifiutati e cercando di fare tesoro anche dei consigli che possono sembrare delle bocciature. E poi frequentare le fiere, quelle della propria città, o se ci si riesce, venire a Napoli Comicon, dagli incontri che dal 2003 si svolgono nella nostra Area Pro sono scaturiti accordi tra editor (italiani e stranieri) e disegnatori che hanno trasformato la carriera di tanti giovani autori…

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