Non vi aspettate di vedere Julia accanto ad un marito. Perchè quando l’ho chiesto a Marco Soldi, lui si è fatto una grossa risata che non lascia spazio a nessuna speranza. Dopo un lungo ghigno dispettoso ha cercato di lasciarmi con il beneficio del dubbio ma, con ogni probabilità, la bella criminologa che tanto somiglia a Audrey Hepburn, vi piaccia o no, è destinata a restare sola. Niente cene a lume di candela o momenti di particolare passione romantica da provocare il batticuore. Ma se è vero che la speranza è l’ultima a morire, le lettrici di Julia possono ancora concedersi il lusso di aspettare un qualche formidabile colpo di scena. Nel frattempo godetevi questa bella chiacchierata con Marco Soldi. Un autore che ha talento da vendere. E se un giorno dovesse capitarvi di avere davanti un suo disegno originale, ve ne staccherete molto difficilmente, perché i suoi colori, oltre ad essere un autentico mistero, sono una straordinaria goduria per gli occhi.
Come procedi nella realizzazione di una copertina? Quali sono i tempi di realizzazione?
Per una copertina ci vogliono tre giorni, ma quasi sempre passa via una settimana. Si procede in questo modo: c’è una prima fase in cui Berardi mi anticipa la storia e ci mettiamo d’accordo su come farla. Inizio con degli schizzi molti veloci, e una volta che trovo la soluzione giusta, mi metto al lavoro su un bozzetto più dettagliato per l’approvazione in redazione. Se va bene, faccio una matita definitiva, una volta approvata anche quella, non la inchiostro ma la coloro direttamente a tempera. In realtà, utilizzo una tecnica mista dove metto una prima mano ad ecoline (acquerello già diluito, ndr.), una mano uniforme che fa da fondo, poi passo alla stesura dei colori a tempera che hanno la caratteristica di essere più coprenti.
Trovi difficoltà a realizzare una copertina “originale” dopo novanta numeri?
Questo problema c’è. Non ci sarebbe se io e Berardi venissimo lasciati un pò più liberi di spaziare. Perchè le possibilità di avere delle immagini che siano diverse l’una dall’altra sono praticamente infinite ma, abbiamo un sacco di limiti da parte della redazione dove hanno l’esigenza di rispettare alcune tradizioni editoriali. Come, ad esempio, avere il protagonista della serie sempre presente in copertina. Una particolare che all’inizio ci eravamo prefissati di trasgredire. Se guardi la copertina del n.5, Julia compare, ma si vede da lontanissimo, di spalle, molto piccola, quasi come un dettaglio confuso tra gli altri elementi. Comunque, il problema si presenta, non solo per esigenze editoriali, ma anche per alcune ragioni di carattere tecnico legate proprio al personaggio, perché Julia non è un fumetto d’azione.
Ascolti musica quando disegni?
Di solito ascolto la radio. Quando lavoro preferisco che la musica sia intervallata da voci umane per evitare il senso dell’isolamento totale e della solitudine. In genere ascolto RadioRock, poi da una certa ora del pomeriggio mi sintonizzo su Radio3, più calma e rilassata. In questo momento, ad esempio, sto seguendo Farheneit, un programma che parla di libri.
A proposito di libri… c’è un romanzo o un racconto che ti piacerebbe disegnare a fumetti?
Ultimamente no. Era una cosa che mi veniva spontanea da ragazzino. Mi ricordo un romanzo di fantascienza pubblicato da Urania, mi pare s’intitolasse «Jumbo 10». La storia raccontava di particolari macchine da guerra, che avevano la caratteristica di non avere un vero e proprio equipaggio a bordo, ma contenevano dei cervelli umani che erano stati trapiantati all’interno di queste macchine. Mi affascinava molto quest’idea, e diverse volte ho pensato ad una versione a fumetti di quella storia.
Il tuo fumetto preferito?
C’è ne sono tanti, perché prima di essere un disegnatore sono un appassionato di fumetti. Al primo posto metto l’Uomo Mascherato. Ogni volta che rileggo qualche storia, al di là di ritrovare delle cose che continuano ad affascinarmi perchè mi hanno suggestionato da bambino, mi piace la capacità narrativa del disegno, unica ed originale. L’uomo mascherato è certamente un personaggio cardine. Poi ci sono altre letture che mi hanno affascinato in passato e continuano a farlo ancora oggi:come Corto maltese, Blake e Mortimer, i superoi americani, a partire da l’Uomo Ragno fino alle produzioni più recenti.
Il tuo disegnatore preferito?
Sono tanti i disegnatori che ammiro. In maniera particolare Alex Toth che, per fortuna, dopo tanti anni, oggi viene scoperto e celebrato come si deve.
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