Io, Dylan Dog, Tex e gli altri

Prima di mettervi a leggere ricordatevi che Dylan si dice proprio Dylan e non Dailan. Qualcuno di voi per caso, ha mai detto Bob Dailan? Oppure Dailan Thomas?
Chi legge Dylan Dog questa precisazione la conosce a memoria e guai a sbagliare. Anzi, sbagliate pure perché Dylan o Dailan, chiamatelo pure come vi pare, non se la prende. Dormite sonni tranquilli, perchè non vi massacra di botte fino a ridurvi le ossa in poltiglia come farebbe Tex né vi paralizza con una ragnatela come avrebbe fatto l’Uomo Ragno buonanima, pace all’anima sua. Già, perché lui, ovvero Dylan, non è il classico eroe di fumetti. È figlio di un’altra generazione, lontana anni luce da quegli uomini straordinari che nascondono mille segreti e poteri incredibili che voi umani neanche riuscite a immaginare.
Dylan è un comune mortale. A parte il suo quinto senso e mezzo è un uomo qualsiasi. Abita a Londra e viaggia poco, perché già quando passeggia sul marciapiede sotto casa si sente in terra straniera. Sbarca il lunario risolvendo casi strampalati. Fantasmi, streghe e mostri che si aggirano per le città. Non gli offrite mai una sigaretta, né una birra. Non fuma ed è astemio. Un bravo ragazzo insomma, che da vent’anni però è un caso editoriale. Nato nel 1986 dalla penna di Tiziano Sclavi che, con Dylan Dog, ha vinto una grande sfida, abbattere la differenza tra fumetto popolare e fumetto d’autore. Perché, come dice lui, esistono soltanto fumetti divertenti e fumetti noiosi.
Oggi Dylan è affidato alla penna di tanti disegnatori e sceneggiatori. Per questa puntata abbiamo intervistato Bruno Brindisi, uno dei maggiori disegnatori della serie.
Una sola raccomandazione. Se siete giovani e carine, fate attenzione perché Dylan potrebbe innamorarsi di voi. Gli capita spesso.

Hai disegnato storie per Dylan Dog, Tex, Brad Barron, Nick Raider e dimentico di sicuro qualcosa.Come si fa a disegnare così tante cose, passando da un personaggio all’altro, da un’ ambientazione all’altra? Non ti viene il mal di testa?

Mi verrebbe il mal di testa a disegnare per anni e anni sempre la stessa cosa. Mi reputo un gran fortunato. Io vivo in Casa Dylan, ma mi prendo delle belle vacanze nel west, nell’America anni Cinquanta, nella Russia del ’700… è faticoso ma mi tengo vivo!

Da cameramen per la Rai a disegnatore professionista acclamato in Italia e in Francia
(Brindisi lavora anche per uno degli editori francesi più importanti, Les Humanoides Associès, Ndr). Ci racconti com’è andata?

Ti devo raccontare gli ultimi vent’anni?? Ho sempre disegnato fumetti. Sempre. Per hobby, per passione, anche negli uffici Rai (di Potenza) quando non c’era altro da fare, nel tempo libero. Poi l’hobby si è trasformato in lavoro, e non me ne sono mai pentito. Pochi lavori mi darebbero questo senso di libertà, che reputo un grande lusso. Posso disegnare in teoria dove mi pare, quando mi pare, devo dar conto solo a me e al mio senso del dovere (notevole) ed eventualmente a qualche scadenza contrattuale che non è mai soffocante.

Hai avuto la fortuna di disegnare tante storie scritte da Tiziano Sclavi, da quando lui ha smesso di scrivere le storie dell’indagatore dell’incubo non sono proprio quelle di una volta. Cosa c’era di speciale prima e che invece oggi manca. Leggeremo ancora qualcosa di suo?

La minor presenza del suo creatore sulla serie ha come conseguenza che il carattere di Dylan risulta meno definito, per ovvi motivi. Come se avesse perso un po’ la sicurezza e una certa durezza che, nonostante le tante idiosincrasie, aveva nei primi numeri. Oggi sembra più dubbioso, più incerto, intenerito. Anche meno ironico. Sara un sintomo dell’età? Manca anche un certo coraggio di sperimentare, a livello di linguaggio fumettistico. Comunque Sclavi si è rimesso a scrivere, mi dicono. Non vediamo l’ora di leggerlo, e questo sicuramente non lo fa stare tranquillo come vorrebbe.

Il migliore fumetto, scritto e disegnato da altri autori, realizzato fino ad oggi?

Uno solo? La saga di Blueberry, la saga di Akira, Storia di Astarte (di Paz), Torpedo, Battaglia, Breccia, Jeff Hawke, Little Nemo, quale buttiamo via?

Il più brutto? Quello che non dovrebbe leggere neanche il tuo peggior nemico.

Se un fumetto fa schifo non inizio neanche a leggerlo.

Sei noto per la velocità con cui realizzi fumetti, tempi velocissimi rispetto ai tuoi colleghi. Gli invidiosi si chiedono se hai qualche trucco segreto.

Questa è una vecchia leggenda, in parte vera quando dovevo pagare il mutuo della casa. Per produrre molto bisogna lavorare molto, ora me la prendo più comoda. Comunque ci sono colleghi ben più veloci di me, è evidente che hanno comprato case più grandi.

Il miglior film che hai mai visto?

Sono in dubbio tra «Il settimo sigillo», «Odissea nello spazio» e «Fracchia la belva umana».

Quando disegni non potresti mai fare a meno di…

Musica! Sempre! Anche a palla, poveri vicini.

Tags assegnati a questo articolo: fumetto

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