Michele Ginevra, 41 anni appena compiuti, è laureato in Scienze Politiche, sposato, con una figlia e un altro in arrivo. È anche un grande appassionato di fumetti che è riuscito a trasformare la sua passone in lavoro: il Centro Fumetto Andrea Pazienza, una biblioteca del fumetto con sede a Cremona [Piazza Giovanni XXIII 1], una struttura unica nel suo genere, nata 18 anni fa. «Ma sono anche molto interessato alla politica, all’associazionismo e ai problemi conseguenti ai processi di globalizzazione», ci tiene a precisare Michele. Insomma, non si vive di solo fumetto, ma è anche vero che in questo campo Michele Ginevra fornisce un servizio inestimabile per tutti gli amanti di questa arte.
Ci racconti del Centro?
È ancora oggi l’unica struttura nel suo genere in Italia. Le sue attività sono molteplici e vanno da una biblioteca che possiede un fondo di 45mila fumetti alla realizzazione della rivista Schizzo e della collana Schizzo Presenta. La biblioteca offre i classici servizi di prestito, consultazione e reference. Il Centro, che esiste dal 1988 e si è costituito in Associazione nel 2001, offre servizi informativi tramite il sito e una newsletter quasi quotidiana. Realizziamo inoltre mostre, incontri, corsi, concorsi, laboratori didattici, corsi di formazione e collaboriamo sia per consulenze che per l’organizzazione di eventi. Infine, offriamo ad enti e istituzioni la possibilità di inserire nelle nostre attività stagisti o volontari, sulla base di esigenze che possono andare dallo studio al sociale.
Riguardo alle pubblicazioni, Schizzo Idee & Immagini è la testata che si occupa di critica e saggistica. Al suo interno trovano posto anche racconti brevi di autori esordienti. Schizzo Presenta è la collana che da spazio agli autori più innovativi o sperimentali. Nata nel 1996, Schizzo Presenta ha lanciato autori come Zograf, Marco Corona, Gianluca Costantini, Maurizio Ribichini, Stefano Fabbri, Luca Genovese, Andrea Bruno, Stefano Misesti, solo per citarne alcuni. L’ultima nata è Collezione 100% Schizzo che invece si propone di dare visibilità agli autori locali, cioè del territorio cremonese, scelti in base al loro talento.
Il Centro ha pubblicato anche molte altre cose ed è spesso coinvolto in iniziative speciali.
Qual è la tua giornata tipo?
Sveglia alle 7.15. Doccia e colazione. Sveglia della bambina che accompagno in bici al nido. Arrivo in sede alle 8.40 circa. Consultazione delle mail pervenute. Sulla base di queste e degli appuntamenti prestabiliti organizzo la giornata, che è fatta di telefonate, progettazioni, contatti, riunioni, stesure di testi, ricerche iconografiche e risoluzione di questioni amministrative e gestionali. Breve pausa pranzo e continuazione pomeridiana del lavoro. Ritorno a casa alle 18 circa. Commissioni domestiche. Cena. Lettura, assieme alla moglie, di fiabe alla bambina e, se non mi addormento anch’io, faccio zapping tv o leggo o scrivo articoli (per esempio, stasera rispondo alle tue domande!)
Fate delle cose bellissime. Su questo nessuno ha dubbi. Ma il fumetto d’autore, se fatto da emergenti, la maggior parte delle volte fa a pugni con il mercato. Chi ve lo fa fare?
La nostra “missione” è la promozione del linguaggio del fumetto. Per conseguire questo ambizioso obiettivo occorrono varie iniziative. La pubblicazioni di nuovi autori rientra in una progettualità più ampia. Sicuramente il mercato non ci premia, ma prima o poi riconosce le proposte che abbiamo fatto. Penso che il successo di certi editori sia dovuto anche al lavoro di semina che abbiamo realizzato negli anni.
Nel fumetto mancano critici e riviste specializzate. Le poche riviste che esistono si contano sulle dita di una mano e vendono solo tra gli addetti ai lavori. Qualcuno dice che tutto sommato è un fatto positivo. In fondo la critica è una scocciatura, un filtro tra autori e lettori che in molti casi, vedi cinema e arte, ha bloccato grandi capolavori per poi riscoprirli con un ritardo spaventoso. In questo modo gli autori pubblicano e i lettori scelgono. Un grande comico ti avrebbe chiesto, «e tu come la vedi»?
Diciamo che ci sono critici e ci sono riviste specializzate. Consideriamo anche le webzine. Ma il problema è la mancanza della critica come disciplina interpretativa. Ciò che è accaduto sino ad oggi è semplicissimo. Chi vuole scrive di ciò che gli pare. E la tendenza è quella di inseguire le proposte più mainstream del mercato. Così troviamo un flusso di analisi che vanno dallo studio attento e approfondito al parere da bar sport. È normale che sia così. Quello che non è normale è che nel mondo del fumetto manchino progetti di critica, scuole di critici, filoni di ricerca e di studio, magari anche con il sostegno delle istituzioni. Siamo molto in ritardo. Per questo l’Italia scopre uno come Gipi in ritardo. Se sono gli eventi commerciali a calamitare tutte le attenzioni, non c’è spazio per tutto il resto.
Ogni anno ci sono molte fiere. Ce n’è una che non perderesti per nessun motivo?
Certo: Napoli Comicon!
Un fumetto che tutti dovrebbero leggere? (e non dire Andrea Pazienza)
«Appunti per una storia di guerra», scritto e disegnato da Gipi, per Coconino Press.
Se non ci fosse stato il Centro fumetto, oggi cosa Michele Ginevra cosa farebbe?
Bella domanda. Forse sarei un impiegato amministrativo. O magari un politico… Sicuramente non un calciatore, perché non sono abbastanza bravo. È il mio cruccio, per questo sono un appassionato giocatore di Fantacalcio!
Ultima domanda. Tre cose di cui non puoi fare a meno?
Non potrei per nulla al mondo fare a meno della mia famiglia. Avrei anche difficoltà a rinunciare alle creme e all’acquisto mensile, intorno al 10 di ogni mese, di Tex. Ciò detto, hasta la vista, vecchio cammello!
Tags assegnati a questo articolo: fumetto






