Diciamolo stile stadio: viva Kinsey, abbasso Ratzinger [e soci] ovvero: riprendiamoci la libertà di decidere quando sganciare il reggiseno ma anche slacciare il cervello come suggeriva, giusto 40 anni fa, il maggio francese. Grazie allora a Philip Farmer, uno dei grandi vecchi della fantascienza, che ci ricorda come le religioni patriarcali vogliono istupidire, mortificare, mutilare i nostri corpi: il libro di cui si parla è in edicola, ancora per qualche giorno, nei Classici Urania, «Gli amanti di Siddo» [268 pagine, 4 euri e 90, un affarone]
«Schiesa» vuol dire Stato-Chiesa ed è lo spaventoso sistema, oppressivo e sessuofobo, in cui vive Hal Yarrow in una zona del mondo che comprende all’incirca Australia, Filippine, Giappone e Cina dopo la pressoché totale distruzione di Europa e Usa. Siamo nell’anno 550, «secondo il vecchio calendario il 3050 dopo Cristo». A dominare la scena è «Isaac Sigmen, il Precursore» e secondo la sua religione tutto è osceno persino il cibo, il sesso viene tollerato solo a fini riproduttivi. L’infelice Hal è un «joat», ovvero «jack of All Trades» [Giovannino mille mestieri] cioè «una persona che non è specialista in una sola scienza» ma funge da collegamento. Hal è di fatto un linguista, infelicemente sposato, con «una immaginazione anemica», perseguitato dal suo Acai, «angelo custode ad interim». C’è uno spione «ogni 25 famiglie» che deve rendere conto all’Acai di quartiere, al suo supervisore e così via, in «una società fondata sulla paura, sulla ignoranza e sulla repressione». Acai, angeli custodi, ovunque: quasi peggio del grande fratello orwelliano.
Per Hal l’occasione della sua vita è essere inviato, come linguista, sul pianeta Siddo. Qui scoprirà che l’evoluzione può prendere molte strade ma soprattutto riuscirà a riemergere [«30 anni sono un pozzo profondo»] alla necessaria disobbedienza e poi all’amore, alla libertà del corpo e della mente. Quando negli anni ’50 uscì questo libro -poi più volte riscritto – fece scandalo soprattutto per il sesso «alieno»; oggi siamo in grado di apprezzare molte altre invenzioni e provocazioni, come giustamente annota Riccardo Valla alla fine del libro. Occhio per esempio, alle discussioni teologiche e al «principio d’irrealtà»; poi, a metà libro, all’orribile «Elohimetro» e alla professione di «empatista»; verso la fine, tra un colpo di scena e l’altro e l’altro, non perdete di vista i «semi-virus artificiali», il «parassitismo mimetico», l’affacciarsi della Dea madre ma ancor più i «nervi foto-cinetici», una pazzia genetica che – annota Valla – vanta antiche radici.
Come suggerisce un facile gioco di parole, l’esotico è molto spesso erotico… ma può anche essere inquietante. Qui però il colpo di scena [che ovviamente va taciuto] è davvero memorabile, roba da far vomitare il Precursore o i suoi allievi dei nostri giorni [Binetti e Formigoni per dirne due]. Ma il protagonista tenterà comunque l’impossibile e noi miscredenti siamo con lui.
Nella stessa collana, «Collezione Urania», arriva a maggio la ristampa di «Il sistema riproduttivo», sgangherato, geniale, mitologico romanzone di John Sladek. Non perdetelo.
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